Jobs Act, riforma pensioni e pensione anticipata: sindacati in piazza

La Cisl di Annamaria Furlan protesta contro il Jobs Act e chiede maggiori garanzie per giovani e pensionati

Il Jobs Act, la riforma del lavoro del governo Renzi sembra non soddisfare i sindacati che si dicono pronti a scendere in piazza contro le misure preventivate. Chiedono una riforma delle pensioni che permetta a tutti i lavoratori non solo ai lavoratori pubblici, di poter ottenere la pensione anticipata. Tra le richieste, la più forte sembra essere anche la riduzione dell’età pensionabile.

Tra le altre istanze c’è anche il pensionamento degli insegnanti della Quota 96 scuola, l’eliminazione delle penalizzazioni per la pensione anticipata dei lavoratori precoci, e una soluzione strutturale per la salvaguardia di tutti i lavoratori esodati rimasti senza lavoro e pensione in seguito all’entrata in vigore della riforma pensioni del ministro Elsa Fornero.

I primi a scendere in piazza saranno gli iscritti alla Cisl di Annamaria Furlan. Il prossimo 18 ottobre il sindacato dei lavoratori ha indetto il “Jobs day”, una manifestazione nazionale articolata a livello territoriale e regionale. I temi centrali della manifestazione saranno quelli del lavoro, della tutela dei redditi di lavoratori e pensionati, della precarietà dei giovani e della riforma pensioni 2014-2015. “Incontreremo e dialogheremo con i lavoratori, i pensionati, soprattutto i giovani – ha affermato il neo segretario generale della Cisl chiedendo loro di condividere le priorità che noi vogliamo indicare al Paese per la ripresa economica: sviluppo, lavoro, occupazione e dignità delle persone”.

La Cgil di Susanna Camusso invece scenderà in piazza  il 25 ottobre manifestando a Roma contro il Jobs Act e per chiedere al Governo di “mettere al centro il tema della creazione del lavoro e le forme per distribuirlo e gli investimenti e che elimini il precariato. Forse sarebbe ora di intervenire sulle pensioni, che con le modifiche della Fornero, hanno creato nuova disoccupazione“.