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Lavoro del futuro: comodo, flessibile e social

LaRedazione - 20 febbraio 2014
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20 febbraio 2014
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Lavoro del futuro comodo, flessibile e social

La crisi finanziaria e occupazionale, da un lato, e la necessaria esigenza di evoluzione dei modelli lavorativi dall’altro hanno progressivamente condotto a un nuovo modo di concepire il lavoro del futuro: comodo, flessibile e social.

La nuova organizzazione del lavoro deve superare i vecchi modelli e le concezioni classiche delle generazioni precedenti, in termini di orari, di spazi, di movimenti. Via dunque gli stereotipi del posto fisso, dell’orario continuato, dei contratti a tempo indeterminato, degli uffici pieni di pratiche polverose! La vera mossa vincente nel futuro deve essere un modello occupazionale dinamico, flessibile, produttivo.

Il mercato italiano è infatti ancora abbastanza rigido e ciò si riflette anche nella funzionalità degli spazi-ufficio; devono essere adottati dei luoghi più funzionali dove svolgere le proprie mansioni e professionalità. Non a caso sta aumentando la richiesta di ambienti rimodellabili e polifunzionali (con punti-ristoro, spazi ricreativi etc) che diano spazio, grazie al comfort delle facilities, anche alla creatività e all’efficienza produttiva.

Inoltre, anche in virtù delle innovazioni tecnologiche e della diffusione del web, del wi-fi (grazie a tablet e smartphone) e dei linguaggi social, la tendenza del lavoro futuro sarà sempre più orientata allo ‘smart working‘. Sono già resi noti i dati di statistiche recenti, che stimano come un modello organizzativo improntato alle nuove tecnologie possa rendere alle aziende degli indiscutibili vantaggi economici, in termini di ricavi maggiori e di taglio di spese improduttive.

Queste nuove forme di lavoro sono anche definite ‘agili’ e possono esservi ricondotti tutti i casi in cui il soggetto può collegarsi ‘da remoto’ – anche comodamente da casa – dal proprio PC o smarphone e svolgere le varie mansioni professionali richieste. Un’evoluzione ‘hi-tech’ dell’antico telelavoro quindi, che non ha mai preso molto piede nel nostro Paese, sempre a causa di una certa resistenza anche culturale al cambiamento. Sono state di recente presentate delle proposte di legge che mirano ad agevolare lo ‘smart working’ e, in genere, la flessibilità del lavoro anche nella regolamentazione dei contratti collettivi nazionali.

Condizione indispensabile, oltre ad un mutamento ‘ideologico’ e culturale complessivo, è ovviamente l’investimento sulle infrastrutture in chiave ‘smart’, di cui dotare le metropoli: wi-fi libero e diffuso, spazi digitali e coworking.

La sfida per un lavoro futuro comodo, flessibile e social è dunque lanciata; speriamo sia anche vincente!

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