Novità pensione anticipata: ecco cosa prevede il calcolo contributivo

Il prepensionamento causerà al lavoratore un'uscita anticipata dal mondo del lavoro, ma anche una diminuzione del suo assegno mensile.

Il tema delle pensioni è tra quelli più caldi degli ultimi mesi. Il Governo ha promesso al più presto una Riforma che si occupi dell’intero sistema pensionistico italiano, ma i tempi per attuarla sembra siano sempre più lontani, almeno non prima della prossima Legge di Stabilità. Al momento esistono due progetti che la Maggioranza sta vagliando in queste ultime ore nei confronti di quei lavoratori che decideranno di andare in pensione anticipata, garantendo quindi una flessibilità necessaria per creare nuovi posti di lavoro.

Il primo di questi piani è stato proposto dal Presidente dell’Inps Tito Boeri, mentre il secondo è stato depositato presso la Camera dei Deputati da Cesare Damiano e dal sottosegretario all’Economia Piero Paolo Baretta. Ognuno di questi due progetti ha costi e modalità diversi e entrambi hanno suscitato non poche polemiche. La proposta Boeri garantisce a un lavoratore di andare in pensione prima del compimento dei sessantasei anni e di introdurre una nuova procedura per il calcolo contributivo.

Secondo il modello proposto da Boeri il pensionato potrebbe vedere ridotto fino al 35% il suo assegno mensile, ma il Presidente dell’Inps propone dati meno drastici e parla di una decurtazione del 3,5% per ogni anno in cui non si è lavorato. Se il piano Boeri presenta ancora delle lacune da verificare, anche la proposta di Damiano e Baretta sembrerebbe premiare i lavoratori ma avrebbe un costo esoso nei confronti dei contribuenti.

La proposta del Governo prevede un taglio del 2% per ogni anno di lavoro in cui il pensionato ha deciso di rinunciare, ma premia quelle persone che decideranno di rimandare la propria pensione con incentivi e premi vari. Inoltre il progetto Damiano-Baretta avrebbe un costo complessivo di circa dieci miliardi di euro, una cifra che lo Stato non potrebbe garantire in nessun modo a causa delle scarse risorse economiche di cui disponiamo.

Il Parlamento è impegnato su due fronti ma quello che serve al nostro Paese è una vera e propria Riforma del sistema pensionistico che, purtroppo, tarda ad arrivare e che, stando alle ultime dichiarazioni di Renzi, potremo vedere nel 2016. In queste ore l’Opposizione, e in particolare gli esponenti del Movimento 5 Stelle, propongono una modifica della Legge Fornero che porterebbe dei benefici ai lavoratori e a chi deciderà di usufruire della pensione anticipata, ma la strada per le trattative è anche quella molto articolata.

Ma se da un lato Renzi ha promesso un abbassamento delle tasse e l’introduzione del bonus Irpef, quindi gli 80 euro anche per i pensionati, diventa senza dubbio difficile spiegare ai cittadini dove trovare le risorse economiche per attuare la proposta di Damiano che, in teoria, oltre all’appoggio del Governo ha anche quello dei sindacati.