Pensione anticipata 2015-2016: ultime notizie su opzione donna e esodati

Regge, per ora, l’emendamento al milleproroghe per la proroga opzione donna ma la partita è ancora in salita e non resta che aspettare febbraio

Una riforma al più presto. Nonostante in questi giorni e in questo mese l’attenzione sia tutta concentrata sull’elezione presidenziale del nuovo primo cittadino d’Italia, prosegue il dibattito sulla riforma delle pensioni. Dopo la bocciatura della Consulta circa l’ammissibilità del referendum abrogativo delle legge Fornero, proposto dalla Lega Nord, è ripresa la dialettica tra politica, parti sociali e categorie di lavoratori al fine di risolvere gli intoppi della riforma Fornero.

Il ministro Giuliano Poletti è nuovamente intervenuto e ha confermato la volontà del Governo Renzi di intervenire  per introdurre una normativa più flessibile.

Regge, per ora, l’emendamento per la proroga opzione donna. Tra gli emendamenti presentati al milleproroghe che hanno retto il primo giudizio di ammissibilità, c’è quello di Sel (emendamento Nicchi 10.09), che riguarda l’estensione dell’opzione donna fino al 2016. Sono passati anche gli emendamenti sulle aliquote contributive delle Partite Iva nella gestione separata e sul regime dei minimi.

Il premier ha comunque affermato di voler portare la riforma al consiglio dei ministri del 20 febbraio. In tale sede gli emendamenti potrebbero essero bocciati se in seduta d’esame di commissione il Governo dovesse dare parere negativo ad una modifica del milleproroghe.

Comitato Opzione Donna in lotta. Ad oggi ancora non è pervenuto all’Inps il parere del Ministero del Lavoro, richiesto dall’Ente per procedere o meno sull’accettazione delle domande 2015. Le lavoratrici interessate non sono rimaste a guardare e hanno creato su Facebook il gruppo “Comitato Opzione Donna”.

Qui aggiornano tutte le iscritte e i sostenitori della loro causa delle varie iniziative intraprese, come l’ultima dell’emendamento presentato dall’onorevole Nicchi di Sel, per una proroga delle tempistiche per l’invio delle domande per il pensionamento anticipato a partire da 57 o 58 anni di età e tre mesi con calcolo dell’assegno secondo il sistema contributivo.

In merito a tale questione l’on. Nicchi ha chiesto un incontro a Tito Boeri, nominato a fine dicembre presidente dell’Inps. Al Parlamento spetterà l’ultima parola ma noi, nei prossimi giorni, daremo parola a chi vive sulle sue spalle questo problema, le donne del Comitato Opzione Donna.

(Immagine: Comitato Opzione Donna Facebook )