Pensione anticipata: Damiano rilancia l’uscita a quota 100 o a 62 anni

A breve l'incontro del Ministro coi sindacati sulla riforma delle pensioni: Damiano ha due opzioni, ma il Governo per ora guarda altrove

Comincia a ridursi la rosa delle opzioni utili a riformare la previdenza italiana. Il presidente dell’XI Commissione del Lavoro pubblico e privato alla Camera dei Deputati, Cesare Damiano, rilancia la sua ricetta per salvare i prossimi pensionati italiani nonché le casse dell’INPS. In primis, per l’ex Ministro del Lavoro, è da considerare come percorribile la strada che possa permettere l’uscita dal mondo del lavoro a 62 anni di età e con 35 di contributi a fronte di penalizzazioni, un’alternativa alla sua seconda proposta che, invece, garantirebbe la pensione a tutti al raggiungimento della quota 100, ossia per l’ex-lavoratore o l’ex-lavoratrice che otterrà 100 sommando alla sua età anagrafica quella degli anni dei contributi versati.

Damiano, proprio alla vigilia dell’incontro del Ministro Giuliano Poletti con i sindacati, spinge verso queste possibili vie, perché nella legge di stabilità possa vedere la luce almeno una delle sue due opzioni e si possa definire così un riassetto previdenziale stabile e magari lungimirante.

E il Governo su cosa sta meditando al momento? La direzione che il ministro Poletti sembra aver preso, non pare coincidere troppo con nessuna delle due suggerite dall’Onorevole Damiano. Dal Ministero si opta per ora verso quella degli ammortizzatori sociali per chi è senza lavoro e vicino alla pensione, confidando ad esempio in un prestito pensionistico per quanti scelgono la pensione anticipata. Tuttavia, dovendo mettere mano quanto prima alla riforma Fornero, visti i suoi onerosi effetti, ogni strada potrebbe servire ad arginare i problemi contingenti per quanti si apprestano a dover andare in pensione. E sulle riforme ora la parola passa ai sindacati, in vista del prossimo incontro in agenda con l’Esecutivo.

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