Pensione anticipata: le critiche al governo Renzi

Riforma pensioni e pensione anticipata sono i temi caldi dell'estate 2014

Le posizioni a favore di una forma estesa di pensione anticipata aumentano anche all’interno dei ranghi istituzionali e dei sindacati. Ultimo in ordine di tempo il rimbrotto del segretario della Cgil Susanna Camusso nei confronti del governo Renzi per quanto riguarda i provvedimenti sulle pensioni.

Per la Camusso una delle priorità in tema di riforma pensioni è la messa in atto di interventi che favoriscano la pensione anticipata e forme di prepensionamento. Lo scopo finale, oltre a consentire a migliaia di persone di andare finalmente in pensione, è favorire l’ingresso di giovani nel mondo del lavoro, favorire il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e nelle società private e andare ad attaccare dalle fondamenta la forte disoccupazione che sta letteralmente strozzando il Paese.

Per la leader della Cgil l’estensione dell’età pensionabile a 67 anni “penalizza chi vorrebbe uscire prima e rallenta il turnover, non è razionale puntare a un modello contributivo e spingere l’età pensionabile sempre più avanti”. Per molti una soluzione per la pensione anticipata verrebbe da una maggiore flessibilità secondo cui sarebbe possibile andare in pensione a partire dai 62 anni di età con 35 di contributi. L’abbassamento della soglia dell’età pensionabile spalancherebbe le porte della pensione a molti ultrasessantenni aprendo nello stesso momento importanti spazi ai giovani in attesa di entrare nel mercato del lavoro. Una modifica del genere però vede come grande problema quello della copertura economica.

Come si può facilmente pensare però sistema pensionistico e disoccupazione sono due fattori in stretta connessione. Una vera svolta per l’occupazione deve passare da una coraggiosa riforma delle pensioni con possibilità di pensione anticipata per i lavoratori statali, privati e autonomi.