Pensione anticipata: le risorse che mancano

La riforma delle pensioni e il meccanismo della pensione anticipata devono fare i conti con le risorse che mancano

In tema di pensione anticipata, ormai è noto, gli ostacoli maggiori sono dati dalla mancanza, o scarsità, di coperture. La coperta è sempre troppo corta e almeno in questo caso sembra dover lasciare al freddo anche chi svolge un lavoro definito usurante. Secondo la Ragioneria di Stato però dal 2011 sarebbe stato destinato al Fondo dedicato ai trattamenti pensionistici dei lavoratori usurati un tesoretto in dotazione.

Questi soldi però non sono mai stati spesi, a bloccare tutto ci si è messa anche la riforma Fornero che ha allungato l’età pensionabile per tutti, anche per i lavoratori con mansioni usuranti e per quelli definiti precoci.

I lavoratori usuranti come altre categorie non riescono ad andare in pensione nonostante la loro condizione lavorativa sia particolarmente pesante e nonostante abbiano già maturato i requisiti necessari. Anche per i lavoratori usuranti non si hanno stime precise, la Ragioneria generale aveva stimato un numero che si aggirava sui 5mila ritiri anticipati l’anno. A passare un nuovo anno a lavoro sono anche i 4mila pensionati di Quota 96 che sono tornati al lavoro il primo settembre perché il loro pensionamento è stato bloccato a causa delle coperture finanziarie necessarie.

In attesa di una soluzione strutturale ci sono anche gli esodati che di volta in volta vedono arrivare soluzioni tampone e risorse destinate esclusivamente a una determinata platea lavoratori. La soluzione per quanto riguarda riforma pensioni e pensione anticipata starà tutta nella prossima Legge di Stabilità prevista il prossimo ottobre. Manca davvero poco dunque per rintracciare il bandolo della matassa di una situazione che rischia di stabilizzarsi in un’attesa infinita.