Pensione anticipata con metodo contributivo: le ultime novità

Il sindacato fa i conti e fornisce esempi basati con il metodo del calcolo contributivo. In caso di pensione anticipata assegni più bassi fino a meno del 30%

I lavoratori pagheranno cara la flessibilità in uscita? Secondo la Uil coloro che richiederanno la pensione anticipata con il metodo di calcolo contributivo, sconteranno un taglio non indifferente del proprio assegno pensionistico. Un taglio che va ben oltre lo scostamento compreso tra il 7 e il 10 per cento previsto da Tito Boeri, presidente Inps.

La Uil fa i conti sul sistema contributivo. Secondo l’ufficio studi del sindacato con il calcolo contributivo puro gli assegni previdenziali più bassi scenderanno tra il meno 10 per cento ed il 35 per cento. Gli studi sono rivolti a capire l’impatto della riforma delle pensioni proposta da Boeri. La Uil chiede quindi di non applicare ulteriori penalizzazioni, oltre a quelle previste.

I tre casi presi ad esempio dalla Uil rispecchiano la situazione dei lavoratori  e sono riferiti, nello specifico, ai seguenti soggetti:

–         una lavoratrice soggetta a regime retributivo fino al 2011;

–         una lavoratrice soggetta a regime contributivo pro-rata;

–         un terzo esempio elaborando una posizione contributiva reale di un lavoratore con età anagrafica pari a 62 anni e anzianità contributiva di 35 anni.

Caso A: lavoratrice dipendente con 62 anni di età, 36 anni di anzianità contributiva, primi versamenti contributivi a giugno 1979 (36 anni di anzianità contributiva ad oggi), carriera lavorativa sen­za interruzioni, appartenente al regime “misto” non avendo maturato 18 anni prima del 1995, reddito medio negli ulti­mi 10 anni 39.800 euro, decor­renza pensione luglio 2015.
L’importo lordo con la discipli­na attuale è di 2.163 euro mentre con il calcolo tutto contri­butivo scenderebbe a 1.889 eu­ro, con un calo in percentuale del -12,67%, pari a -247 euro men­sili e -3.211 euro annui;

Caso B: lavoratrice dipendente con 62 anni di età, 39 anni e 6 mesi di con­tribuzione, primi versa­menti contributivi a gennaio del 1976 (39 anni e 6 mesi di contribuzione), carriera lavorati­ va senza interruzioni, con regime retributivo fino al 2012, reddito medio ultimi 10 anni circa 34.500 euro, decorrenza pensionamento luglio 2015.
Con l’attuale disciplina l’importo lordo è di 2.209 euro che scen­derebbe a 1.527 euro con il cal­colo tutto contributivo, con un calo del -30,87%, ovvero -682 euro al mese e -8.866 euro l’anno;

Caso C: lavoratore dipendente di 62 anni di età, 35 anni di contribuzione, carriera lavorativa senza interruzioni, appartenente al regime retributivo fi­no al 2012, reddito medio ulti­mi 10 anni 33.000 euro. Secondo la nor­mativa vigente il lavoratore percepirebbe 2.345 euro di trattamento pen­sionistico mensile lordo, mentre con il calcolo contributivo la perdita sarebbe del -33,94%, pari a -796 euro al mese e -10.348 euro l’anno.

Dunque, con il metodo di calcolo contributivo gli assegni in caso di pensione anticipata caleranno fino al -30%, almeno restando ai i calcoli della UIL.

Per ulteriori approfondimenti: www.pmi.it

(Immagine: www.lentepubblica.it)