Pensione anticipata e opzione donna: cosa bolle in pentola

Aumentano le posizioni in favore della pensione anticipata e si alzano le proteste contro il blocco dell’opzione donna, ecco le novità

Di pensione anticipata, opzione donna e sistema contributivo di questi giorni si parla, e si continua a parlare. Gli interessi in campo sono molti, specialmente in tema di diritti dei lavoratori. In gioco c’è il diritto, spesso già acquisito, ad andare in pensione, un diritto a volte negato dall’esigenza di risparmio in cui le casse del nostro Paese sono sottoposte. Europa e Fmi dettano le priorità, e spesso, si è costretti ad “obbedire”.

Tra le posizioni ufficiali a favore di forme di pensionamento anticipato con o senza penalizzazioni si registrano le posizioni a favore del ministro del lavoro Poletti e Cesare Damiano presidente della commissione lavoro della Camera.

Damiano propone un sistema di pensione anticipata a 62 anni raggiunti i 35 anni di contributi, basato su un regime di penalizzazioni e premi per chi decide di uscire prima o dopo rispetto ai 66 anni richiesti dall’attuale Legge Fornero.

Le penalizzazioni si ripercuoterebbero sull’entità dell’assegno pensionistico e si realizzerebbero in decurtazioni che vanno dal 2% per chi decide di andare in pensione prima dei 65 anni fino a un tetto massimo dell’8% riservato a chi vuole lasciare il lavoro a 62 anni.

Per il ministro Poletti invece il sistema di pensione anticipata dovrebbe essere messo in atto senza penalizzazioni fino al 31 dicembre 2017 per chi raggiunge i 62 anni di età. Una maggiore flessibilità l’ha chiesta anche il sottosegretario dell’Inps Vittorio Conti per il quale a ogni lavoratore dovrebbe essere data la libertà di scegliere la propria età di uscita dal lavoro. Rivendicano il diritto alla pensione anticipata anche le 6mila lavoratrici del Comitato opzione donna.

Per le rappresentanti del Comitato Legge 243/2004 rischia di essere offuscata dalla circolare Inps 35/2012 che di fatto riduce di molti mesi i tempi necessari per andare in pensione. Le lavoratrici rimaste escluso dalla circolare, minacciano ricorsi.

La soluzione per i problemi legati alla pensione anticipata e agli intoppi all’opzione donna verrà portata, si spera, dalla Legge di Stablità. Manca poco, vediamo come si evolve la situazione.