Pensione anticipata: Opzione donna è boom di richieste

Sempre più lavoratrici scelgono l’opzione donna e optano per la pensione anticipata

Sono ben 7.332 le domande di pensione anticipata inoltrate all’Inps tramite l’opzione donna. I dati li fornisce lo stesso Istituto secondo cui le domande negli ultimi mesi hanno visto un’impennata importante, a fine gennaio si registravano 1122 richieste per l’opzione donna. Introdotta alla fine del 2004 l’opzione contributivo ha visto richieste via via crescenti soprattutto per gli effetti della Riforma Fornero.

E’ possibile farsi un’idea dell’entità del fenomeno guardando le cifre: nel 2009 le domande erano 56, nel 2010 518, nel 2011 1377, 5.646 nel 2012 e 8.846 nel 2013. Pur di no rischiare di andare in pensione a 60 anni suonati dunque, sempre più lavoratrici scelgono di avvalersi dell’opzione donna per andare in pensione anticipata secondo il meccanismo contributivo. Preferiscono dunque perdere qualcosa nel loro assegno pensione piuttosto che vedersi prolungare di anno in anno la data della pensione.

Per uscire dal mondo del lavoro con un po’ di anticipo rispetto ai termini imposti dalla riforma Fornero c’è tempo entro il 31 dicembre 2015. I requisiti per accedere restano quelli fissati dalla legge 243/04 distinti per lavoratrici dipendenti e autonome: rispettivamente, 57 anni e 58 anni, a cui bisogna aggiungere, dal 1° gennaio 2013, il primo aumento di tre mesi dovuto alla speranza di vita. In tutti e due i casi, resta uguale il requisito dell’anzianità contributiva pari a 35 anni.

L’assegno pensionistico riservato a chi si avvale dell’opzione donna non viene erogato il mese successivo alla maturazione dei requisiti ma dopo un periodo di 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome. L’Inps ha chiarito che alla data del 31 dicembre 2015 debbano essere perfezionati i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico.