Pensione anticipata, opzione donna: il Comitato fa ricorso al Tar

Scaduto il temine, le lavoratrici riunitesi nel Comitato Opzione Donna, presenteranno entro marzo il ricorso collettivo

Il tempo è scaduto. Sono donne, sono lavoratrici ed ora si apprestanoa d affidare la loro istanza alla giustizia amministrativa del Lazio. Solo la scorsa settimana avevamo intervistato la coordinatrice del gruppo “Comitato Opzione Donna”, Dianella Maroni, che ci aveva confermato tutta la volontà del gruppo di proseguire e perseguire la loro battaglia in ogni sede possibile. Quindi anche oltre quella politica, presentando al Tar del Lazio un ricorso collettivo (meglio noto come class action), per sciogliere il nodo della cosiddetta opzione donna.

Che cos’è l’opzione donna? È la possibilità, per le lavoratrici dipendenti, di andare in pensione anticipata in via sperimentale e fino al 31 dicembre 2015, avendo raggiunto i 57 anni di età e un’anzianità contributiva pari o superiore ai 35 anni di contributi (legge 243 del 2004). Il limite d’età sale a 58 anni per le lavoratrici autonome. L’assegno viene interamente calcolato con il metodo contributivo con una lieve penalizzazione, di circa il 15/20 per cento, rispetto al calcolo retributivo. Una possibilità scampata alla legge Fornero ma non alla circolare INPS numero 35 e numero 37 che, sostanzialmente, ha cambiato le regole e anticipato i tempi per maturare i requisiti a fine 2014.

Ricorso collettivo: l’ultima parola ai giudici? Grazie al Comitato nato sul social Facebook, molte donne rientranti nell’opzione donna si sono ritrovate e hanno deciso di proseguire assieme un percorso di lotta comune. La class action, come afferma la loro coordinatrice Dianella Maroni, è solo uno dei molteplici aspetti portati avanti: “L’azione legale è un aspetto dei nostri interventi, un aspetto importante per chiarire che siamo in tante, convinte delle nostre ragioni e intenzionate ad andare avanti con decisione per ripristinare la correttezza dell’agire amministrativo. Aggiungo che dare una risposta a noi significa oltre un miliardo di euro di risparmi nelle casse dello Stato” (leggi l’intervista). Una volta raccolte tutte le adesioni, il Comitato presenterà il proprio ricorso collettivo al Tribunale amministrativo del Lazio. Il tutto avverrà entro il 31 marzo 2015 e la risposta del Tar dovrà arrivare entro i 120 giorni successivi alla presentazione del ricorso.

(Immagine: www.ilsitodelledonne.it)