Pensione anticipata e opzione donna: le novità e le speranze

Aumentano i 'supporters' della pensione anticipata, arrivano segnali di apertura dallo stesso Inps

Aumentano i “supporters” della pensione anticipata. Nell’ambito del discorso più ampio sulla riforma delle pensioni, l’ultimo intervento ufficiale a sostegno di un’uscita anticipata che consenta a migliaia di lavoratori in odore di pensione di lasciare il posto di lavoro secondo i tempi e le modalità previsti prima della legge Fornero arriva anche da Vittorio Conti, commissario straordinario dell’Inps. Conti afferma che sarebbe importante “non stabilire una data di uscita dal lavoro fissa, uguale per tutti”.

L’apertura del commissario straordinario Inps verso l’ipotesi della pensione anticipata per tutti da inserire nella prossima riforma pensioni lascia spiragli per migliaia di lavoratori e soprattutto lavoratrici rimasti bloccati, se così si può dire, a lavoro nonostante abbiano maturato i requisiti per andare in pensione. E’ il caso delle lavoratrici aderenti al Comitato Opzione Donna che combattono in questi giorni per veder riconosciuto il loro diritto ad andare in pensione.

In base alle ultime circolari Inps infatti possono usufruire dell’opzione donna solo le lavoratrici che hanno maturato i requisiti nel 2014, chi li ha maturati nel 2015 (anno ultimo per usufruire della pensione anticipata secondo le regole pre Fornero) è costretto di fatto a rimanere a lavoro. Il Comitato Opzione Donna in questi giorni cerca di raggiungere le alte cariche dello Stato per far valere i diritti delle proprie associate. Se ne contano oltre 600 ma la stima in tutto il Paese supera tranquillamente il migliaio.

Per l’opzione donna si rischia dunque di creare un nuovo Quota 96, sigla che racchiude oltre 4mila insegnanti obbligati a rimanere a lavoro nonostante i requisiti di pensione raggiunti. Si spera che la Legge di Stabilità prevista in autunno riesca a dipanare un filo anche troppo contorto.