Pensione anticipata: sì da Poletti e Conti ma Fmi frena

Aumentano i supporters della pensione anticipata, il solito problema però sono i conti che non tornano

Non c’è pace per i pensionati italiani. In tema di riforma pensioni è un continuo rincorrersi di annunci e prese di posizione: soprattutto in tema di pensione anticipata. Da qualche giorno arrivano segnali di speranza per chi vorrebbe andarsene in pensione in anticipo e “approfittare” delle indicazioni antecedenti alla riforma Fornero.

In tema di pensione anticipata i due maggior nuovi supporters sono addirittura il commissario dell‘Inps Vittorio Conti e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Per Vittorio Conti “il sistema previdenziale pubblico deve essere più flessibile in rapporto ai tempi e ai modi di uscita dal mercato del lavoro. Si tratta di non stabilire ha detto il commissario straordinario dell’Inps – una data di uscita dal lavoro fissa, uguale per tutti”. Un “sistema previdenziale pubblico più flessibile” piace anche alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil.

Anche il premier Matteo Renzi ha presentato un disegno di legge che prevede il pensionamento anticipato a 62 anni con 35 anni di contributi e senza penalizzazioni per tutti.

L’entusiasmo però viene frenato dal commissario per la spending review Carlo Cottarelli, i fondi sembrano non esserci e forse sarà necessario fare tagli alle pensioni più alte e sminuzzare qua e là fondi ai ministeri inclusa la Sanità. A spingere per tagli definibili quasi lineari è anche, o soprattutto, il Fondo monetario internazionale guidato da Christine Lagarde. “In Italia – ha affermato perentoria Lagarde- spending review difficile senza tagli alle pensioni”. La pensione anticipata dunque sembra essere la soluzione a cui si guarda da più parti. La chiave di volta dell’intera faccenda sarà probabilmente la legge di Stabilità prevista ad ottobre.