Pensione anticipata: siamo in fase di stallo?

Silenzio assoluto in questi giorni da parte del governo in tema di pensione anticipata, ecco le ipotesi in ballo

In tema di pensione anticipata e prepensionamenti tutto tace, almeno da parte del Governo. Renzi da parte sua ha recentemente affermato che non ci sarà alcun tipo di taglio nei confronti delle pensioni cosiddette d’oro, ma chi in pensione ci vorrebbe andare? Cosa deve aspettarsi?

Della necessità di forme flessibili di pensionamento hanno parlato diversi esponenti politici dei vari schieramenti, lo scopo sarebbe quello di dare una scossa al mercato del lavoro. Il problema sostanziale però è uno: il reperimento dei fondi necessari a consentire a migliaia di persone di andare in pensione anticipata. I termini tuttora in vigore sono (fino al 2015) sono 62 anni di età con 35 di contributi. Tra le novità emerse in questi ultimi giorni si è parlato di Apa, l’Assegno pensionistico anticipato che consentirebbe a chi è in odore di pensione e ha perso il lavoro, di percepire un assegno mensile e maturare i tempi per il pensionamento.

In termini realistici, questa soluzione per la pensione anticipata di donne e uomini potrebbe essere applicata in via esclusiva agli over 55/60 e agli esodati. Per quel che concerne l’opzione contributivo donna invece sembra essere calato il silenzio. Per le lavoratrici autonome i termini per richiedere la pensione anticipata sono sfumati, l’ultimo mese utile era maggio 2014. Per le lavoratrici statali e le dipendenti private invece i requisiti da rispettare sono l’aver raggiunto 57 o 58 anni di età e 3 mesi. L’attesa è tutta concentrata verso la prossima Legge di Stabilità prevista in ottobre, a stare col fiato sospeso sono un bel po’ di lavoratori: esodati e Quota 96 su tutti.