Pensione anticipata, ultime notizie: opzione donna e prestito previdenziale

Ancora irrisolti molti temi e tiene sempre più banco l’idea di riformare la legge Fornero per garantire maggiore flessibilità al sistema

Pensione anticipata esodati e opzione donna. Di pensioni si parla e si continuerà a parlare, almeno finché il Governo non deciderà di intervenire su un tema così delicato e spinoso per il nostro Paese. Le ultime notizie su un’eventuale riforma delle pensioni nel 2015 riguardano gli esodati e le lavoratrici che vorrebbero uscire dal mondo del lavoro tramite il regime sperimentale di pensione anticipata dell’INPS chiamato Opzione Donna.

Diversi gruppi parlamentari hanno presentato emendamenti al decreto legge Milleproroghe per salvaguardare entrambe le categorie. Tra questi il gruppo di Sel ha chiesto che venga prorogata tale opzione fino al 31 dicembre 2016.

Opzione donna ancora senza una risposta? La situazione al momento è di stallo, con l’Inps in attesa di ricevere un parere dal Ministero del Lavoro, al fine di decidere se accettare o meno le domande di pensione anticipata 2015 rientranti nel regime sperimentale opzione donna. L’Inps, finché non avrà il parere ministeriale, terrà in attesa tutte le domande ricevute, sebbene si avvicini il 3 febbraio. Una data entro cui l’Ente dovrà poi rispondere alla diffida che il comitato Opzione Donna ha presentato per rivedere i termini di fruizione del regime. Se non ci sarà una risposta è probabile che inizi una procedura per avviare un ricorso collettivo con cui chiedere lo stralcio della circolare 35/2012 dell’Inps in via giudiziale.

Governo Renzi per il prestito pensionistico? Intanto ci si chiede come il Governo intenda rivedere la legge Fornero e la strada sembra quella di garantire maggiore flessibilità ad un sistema troppo rigido.

Il ministro Giuliano Poletti è tornato sul tema, sottolineando la necessità di intervenire al fine di prevenire ogni rischio di tensione sociale. Flessibilità e prestito pensionistico, o mini pensione, sembrano essere le due chiavi di modifica più accreditate per il Governo. Ci sono poi le ipotesi di revisione messe in campo da Cesare Damiano (Pd), presidente della Commissione Lavoro della Camera, che sostiene da diverso tempo che sia giunto il momento di cambiare direzione: “Il Pd  ha presentato alcune proposte sulle quali il Governo dovrà confrontarsi. La prima è quella di “quota 100” e la seconda è la possibilità di andare in pensione a partire dai 62 anni con 35 di contributi con una penalizzazione massima dell’8 per cento” (vedi articolo).

Pensione anticipata in cambio di un assegno ridotto? Possibile anche che il Governo, stando a quanto affermato un paio di settimane fa dal consigliere economico del Premier, Yoram Gutgeld, consideri l’eventualità di “anticipare la pensione sia pure con un trattamento inferiore, a molti oggi potrebbe andar bene. Vogliamo renderlo possibile” (vedi articolo).

(Immagine: www.investireoggi.it)