Pensione anticipata: ultime novità quota 100, quota 41

A breve il ministro del Lavoro Giuliano Poletti incontrerà i sindacati. La parola d’ordine continua ad essere maggiore flessibilità in uscita

Ricomincia la settimana e ricomincia l’attività politica. Il treno del governo Renzi corre spedito sul cammino delle riforme, nonostante la rottura del Patto del Nazareno, e la dichiarazione di Silvio Berlusconi di votare no alle riforme costituzionali.

Nell’agenda governativa rientra anche il tanto dibattuto tema della revisione del sistema previdenziale. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a breve incontrerà i sindacati CGIL, CISL e UIL. Poletti non manca mai d’intervenire sul tema pensione anticipata e riforma del mercato del lavoro. Già in una precedente intervista al quotidiano cattolico “Avvenire”, il ministro ha espresso la volontà di cambiare una legge che così com’è non va bene: “La Legge Fornero ha creato tanti problemi e adesso dobbiamo lavorare all’introduzione di elementi di flessibilità in uscita a partire dalle condizioni socialmente più difficili” (leggi l’articolo).

Il tema previdenza è centrale e la parola d’ordine è garantire maggiore flessibilità in uscita per i lavoratori, di modo da favorire un aumento della ripresa occupazionale. Il governo, quindi, dovrebbe intervenire così anche sul sistema previdenziale e chiudere il circolo delle riforme iniziate con il varo dei decreti attuativi del Jobs Act. Le nuove misure proprio pochi giorni fa hanno lanciato sul mercato il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e il nuovo sistema per la disoccupazione.

Le proposte di riforma pensioni sul tavolo: quota 100 e quota 41. Le proposte più accreditate sinora presentate sono quelle del presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano. Da un lato la cosiddetta quota 100 (almeno 60 anni più 40 di contributi) e dall’altro lato la quota 41 (la possibilità di lasciare il lavoro con 41 anni di contributi). Proposte che piacciano ai sindacati e sulle quali lo stesso Damiano ha affermato di averle “dette e ridette e bisogna solo approvarle” (leggi l’articolo). Sarà di questo parere anche l’Esecutivo di cui fa parte anche il presidente della Commissione Lavoro della Camera?

(Immagine: www.finanzainchiaro.it)