Pensioni 2014: stop rettifica errori Inps

Il 6 luglio sono scaduti i termini per chiedere la rettifica degli errori Inps sul calcolo pensione, cosa comporta

La rettifica Inps è cosa passata. Se siete tra i fortunati che sono riusciti ad andare in pensione nel 2014 ma non avete mai controllato il calcolo corretto del vostro assegno pensionistico non pensateci più e guardate al futuro. Il 6 luglio infatti sono scaduti i termini di tempo concessi dall’Inps ai pensionati per la richiesta di rettifica degli errori nel calcolo della pensione. Dal 6 luglio dunque non è più possibile chiedere l’eventuale rimborso all’Inps per un assegno pensionistico non corrispondente ai contributi versati.

La norma di abolizione del percorso di rettifica Inps è stato introdotto dalla legge 111/2011 poi ripresa nei dettami fondamentali dal messaggio Inps 4774 del 19 2014. La norma riduce di fatto da 10 a 3 anni  i termini di decadenza del diritto dei pensionati a ricorrere in giudizio contro l’Istituto di previdenza sociale. Recenti calcoli effettuati dalla Fondazione studi dei Consulenti del lavoro in Italia il 38% delle pensioni circa contiene degli errori di calcolo, dato che dà un’immagine sintetica della platea più o meno potenziale interessata dal provvedimento.

Un’altra novità arriva in tema di pensioni donne e la fatidica opzione contributivo. Il disegno di legge della sulla Pa approvato in consiglio dei ministri il 13 giugno è approdato all’esame del Parlamento. Nel testo presentato è stata inserita anche l’estensione ai lavoratori uomini delle norme sull’opzione donna sino al 2018, l’opzione del part-time nel quinquennio antecedente alla data di collocamento a riposo e l’estensione anche ai lavoratori del pubblico impiego del trattamento pensionistico anticipato.