Pensioni anticipate ultime news 29-30 luglio: INPS in rosso, aumento delle domande

Un po’ di dati per capire come il nostro sia tra i sistemi più rigidi d’Europa, in cui l’età pensionabile si allungherà sempre più

L’Inps ha i conti in rosso, di chi è la colpa? Secondo le ultime notizie sembra che l’Istituto di previdenza italico abbia i conti che non mostrano segnali di luce verde bensì rossa. A quanto pare, i conti in rosso, sono da addurre all’aumento delle domande di pensione anticipata nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti  e in quello delle gestioni dei lavoratori autonomi. Questo trend in crescita si potrebbe giustificare per le nuove norme pensionistiche che hanno bloccato le pensioni di anzianità.

In pensione più tardi. Con la legge Fornero è di fatto aumentata l’età per accedere alla tanto agognata pensione. Ci vogliono infatti 66 anni e tre mesi sia per gli uomini, sia per le donne, e tale requisito aumenterà dal primo gennaio 2016, quando per andare in pensione serviranno 66 anni e sette mesi. L’età pensionabile, per effetto della legge, si adeguerà ogni due anni in relazione all’aspettativa di vita prevista dall’Istat. Nel 2050 si andrà in pensione a 69 anni e 9 mesi, ad un passo dai settanta anni, sempre che da oggi a quel dì non cambi qualcosa o non sparisca del tutto, per le giovani generazioni, l’idea stessa di una pensione derivata dal versamento di contributi all’Inps.

Tito Boeri, presidente dell’Inps, vorrebbe apportare delle modifiche all’attuale sistema pensionistico come l’assegno universale da destinare agli over 55. Per Boeri non è invece economicamente sostenibile il piano di quota 100 poiché secondo le sue previsioni sarebbe troppo oneroso da mettere in piedi, arrivando a costare fino a 10,6 miliardi di euro fino al 2019.

Un dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati ha confrontato il nostro sistema pensionistico, e la legge che lo governa, con quello di altri trenta paesi europei. Risultato? In Germania l’età pensionabile è 67 anni, così come in altri paesi quali Spagna e Islanda. Nel Paese della signora Merkel è possibile accedere alla pensione a 63 anni con 35 di contributi e le donne nate prima del 1952 possono accedervi anche a 60 anni con 15 anni di contributi (anche per persone con particolari requisiti si può applicare questo accesso). In Spagna, altro esempio, si può accedere alla pensione a 60 anni per i lavoratori assicurati in base al sistema abolito nel 1967.

L’aumento della richiesta di pensioni anticipate è dovuto probabilmente alle insicurezze che oggi avvertono i lavoratori. Insicurezze dovute ad un sistema forse troppo rigido, in cui hai lavoratori vengono chiesti elevati versamenti contributivi all’Inps, per poi ritrovarsi ad avere degli assegni mensili di pensione molto bassi e in un futuro sempre più lontano. Ecco allora che si cerca di scappare prima dal lavoro, per non parlare poi di chi fa un mestiere definito come usurante e ha iniziato molto presto a lavorare. Per questi lavoratori si dovrebbero sperimentare soluzioni su misura al fine di evitare loro un’uscita dal mercato del lavoro troppo in là con gli anni, che mal si concilia con il tipo di attività svolta.

(Immagine: consulenza.soldiweb.com)