Pensioni, esodati e sciopero generale: si preannuncia un inverno molto caldo

Si profila uno scontro tra i “quasi pensionati” e il governo Renzi mentre lo sciopero generale si avvicina

Inverno caldo alle porte. Una soluzione ancora non c’è per le migliaia di persone in attesa della tanto meritata e sudata pensione. Parliamo di esodati, disagiati, quota 96, parole a molti incomprensibili ma dietro le quali si celano le vite di lavoratori che aspettano di ricevere la lora pensione. Purtroppo, di ulteriori risorse da stanziare, non se ne parla e a confermarlo a nome del governo è stata la ministra con delega alla Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, dopo aver incontrato i sindacati nei giorni scorsi.

Sciopero generale in arrivo. I sindacati Cgil e Uil, ad esclusione della Cisl, hanno confermato ieri la volontà di scendere nelle piazze italiane il prossimo 12 dicembre per uno sciopero generale. Gli strascichi della riforma dell’ex ministra Elsa Fornero sono tuttora percepiti da tutti quei lavoratori che erano prossimi alla pensione e che hanno dovuto rinviare tale traguardo a causa dei nuovi requisiti in essa previsti. Ecco che agli occhi dei giovani, di quelli che oggi neanche ci credono poi così tanto in quello che è divenuto il miraggio della pensione, fa rabbia e incomprensione sapere che ventanni fa molte persone sono andate in quiescienza con poco più di dieci anni di contributi.

Esodati, disagiati, quota 96. La lista degli errori politici è lunga ed è per questo che le risposte non possono tardare ad arrivare per chi come gli esodati è giunto alla sesta misura di salvaguardia da parte del Parlamento, per chi svolge lavori usuranti e i lavoratori precoci bloccati anche loro dai nuovi vincoli anagrafici e, dulcis in fondo, per gli appartenenti alla quota 96, che non è una parte di un capitale azionario ma la quota di lavoratori della scuola, insegnanti e personale ATA, che hanno maturato i requisiti pensionistici ma non possono andare in pensione per problemi legati sempre alla riforma Fornero.

Abolire la riforma o porre rimedio? La Lega propone di abolire tramite referendum popolare la riforma e, se la consultazione popolare dovesse essere autorizzata dalla Corte Costituzionale, chissà cosa accadrebbe. Di certo c’è il risultato che con elevata probabilità porterebbe alla sua abrogazione.

Se i nostri avi latini ammettevano che “errare humanum est”, dovremmo almeno imparare a correggere i nostri errori nei tempi e modi più idonei. Perché, sempre per dirla come i nostri avi e proseguire la nota locuzione, “perseverare autem diabolicum“, ovvero perseverare nell’errore è diabolico. Oltre a far prefigurare inverni caldi che potrebbero non concludersi con l’arrivo di nessuna primavera.

(Foto: www.newspensioni.it)