Pensioni Governo Renzi ultime novità: cosa cambia con la riforma Boeri

Per Tito Boeri è necessario riformare il sistema pensionistico italiano per consentire al Paese di crescere ed uscire dalla crisi

Alla Camera sono approdate le proposte di Tito Boeri in materia di previdenza sociale. Le richieste del Presidente dell’INPS al Parlamento sono chiare e riguardano, principalmente, la volontà dell’istituto di pianificare un assegno a tutti i cittadini che abbiano compiuto cinquantacinque anni, la necessità di maggiore flessibilità in uscita attraverso un conteggio effettuato sulla base del metodo contributivo, l’eliminazione definitiva della disparità di trattamento pensionistico tra i lavoratori, il progetto di unificazione delle posizioni assicurative dei lavoratori e, infine, la cancellazione delle cosiddette “ricongiunzioni onerose”.

Dalle dichiarazioni ufficiali rilasciate dal Presidente del Consiglio appare chiara la soddisfazione da parte del Governo delle proposte effettuate da Boeri. Anche il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan pare essere dello stesso avviso soprattutto perché quanto asserito dal Presidente dell’INPS è perfettamente in linea con le ipotesi da lui sostenute in materia di conti pubblici. Netta è, però, la chiusura da parte di una frangia dell’opposizione che ha dimostrato il proprio dissenso nei confronti delle proposte di Tito Boeri e della volontà del Governo di inserirle nella prossima riforma pensionistica.

L’obiettivo di Boeri e del Governo, dunque, è chiaro: rendere più elastica la legge Fornero. A tale proposito, l’idea di dare forma ad un ammortizzatore sociale universale che spetterebbe a tutti i cittadini che abbiano compiuto il cinquantacinquesimo anno di età ha tutta l’idea di essere il primo e fondamentale passo con il quale l’Italia avrà l’opportunità di avviarsi alla creazione di un reddito minimo garantito.

Percorrendo tale strada sarà, inoltre, possibile superare i numerosi ostacoli a cui è costretto a fare fronte l’attuale sistema contributivo consentendo a tutti di accedere ad una pensione dignitosa. Anche la proposta di unificazione delle varie posizioni assicurative rappresenta un importante traguardo in grado di mettere fine al meccanismo delle ricongiunzioni a titolo oneroso.

In merito alla posizione di Boeri, è necessario ricordare che proprio l’attuale Presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si era precedentemente opposto alla proposta formulata da Cesare Damiano in merito all’uscita anticipata. Damiano, infatti, nell’ultimo periodo ha più volte palesato la necessità di dare forma ad un sistema flessibile. Tito Boeri, però, ha sempre dato prova del suo disaccordo ritenendo tale piano troppo oneroso per la compromessa economia italiana.

A questo punto, non resta che capire quali saranno le prossime mosse del Governo Renzi in materia di previdenza sociale. Senza dubbio, le opposizioni sono già pronte a dare battaglia in aula.