Pensioni: ultime notizie su pensione anticipata e contributivo

Il problema della pensione anticipata di alcune categorie di lavoratori torna ad affacciarsi all'orizzonte politico

La pensione anticipata di alcune categorie di lavoratori torna a caratterizzare con estrema forza il dibattito politico. All’interno della discussione sulla ventilata riforma della previdenza che dovrebbe aver luogo nei prossimi mesi, anche a seguito delle pressioni di Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale, è tornato infatti d’attualità il tema di tutti quei lavoratori che a causa di alcune evidenti mancanze della riforma Fornero, emanata dall’esecutivo guidato da Mario Monti nel 2011, si sono trovati nella spiacevole situazione di non avere lavoro, avendolo abbandonato dopo accordi ben precisi, né pensione.

Una vasta platea ornai nota con il termine di “esodati”, cui andrebbero aggiunti i tanti lavoratori precoci o che hanno svolto i lavori usuranti. Categorie che nonostante i tanti anni di versamenti contributivi non possono ancora andare in pensione a causa del continuo spostamento dei termini anagrafici operati dalle varie riforme pensionistiche operate nel corso degli ultimi decenni.

Riforme che pur avendo reso il sistema più sostenibile, hanno anche creato clamorosi casi di ingiustizia. A queste categorie si sono poi aggiunti i cosiddetti “Quota 96” del settore scolastico, anche loro colpiti da un marchiano errore del legislatore e impossibilitati di conseguenza ad andare in pensione nonostante la maturazione del diritto.

Ora l’esecutivo guidato da Matteo Renzi sembra intenzionato ad aprire di fronte alle legittime esigenze di questi lavoratori, pur dovendo fare i conti con una situazione non certo rosea dei conti pubblici. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha infatti affermato che sarebbe intenzione del Governo sanare le situazioni createsi nel tempo, nel contesto della Legge di Stabilità in fase di elaborazione.

Arenatosi il tentativo di fronteggiare la situazione con un contributo di solidarietà sugli emolumenti pensionistici più elevati, l’ipotesi allo studio dei tecnici ministeriali sarebbe ora quella di un anticipo nella fuoriuscita dal lavoro, dando a tutti una opzione contributiva.

A margine della discussione, vanno ricordate anche le recenti dichiarazioni rilasciate da Elsa Fornero, proprio riguardo la sentenza della Corte Costituzionale che ha cassato il contributo di solidarietà sulle pensioni sopra i 90mila euro lordi al mese. L’ex Ministro del Lavoro dell’esecutivo guidato da Mario Monti ha infatti affermato di faticare ancora oggi a comprendere il giudizio della Consulta su un provvedimento chiaramente ispirato a criteri di giustizia sociale.

Per quanto concerne il problema della pensione anticipata, la Fornero ha infine affermato la difficoltà di comprendere la strada migliore tra il ricalcolo dei contributi e la stretta sulle pensioni d’oro.