Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma e novità

La riforma Fornero continua a far discutere: si richiede maggior flessibilità, maggior sostenibilità e un'uscita anticipata

Da quando la riforma Fornero è entrata in vigore, il numero degli incontri volti a perfezionare l’argomento pensioni è radicalmente aumentato. Secondo le stime dell’Ue, infatti, se l’Italia continuasse con questa linea d’azione, in soli sei anni diventerebbe il Paese europeo con il record dell’età pensionabile più alta e i requisiti più rigidi e severi in assoluto. Nessun dubbio, quindi, sul perché di tanta pressione estera riguardo questo problema nostrano.

Nonostante le varie proposte avanzate durante gli ultimi mesi, infatti, la Legge di Stabilità e le nuove manovre adottate dal governo Renzi hanno nuovamente deluso gli italiani. Pochi sono stati i provvedimenti presi, i quali riguardano soltanto un lieve aumento delle rendite dei fondi pensionistici e alcuni cambiamenti temporanei riguardanti la misura dei TFR in busta paga.
Il PD, comunque, insiste sulla necessità di una smossa, soprattutto in vista delle votazioni che si terranno il 24 novembre per la Legge di Stabilità.

Il partito propone un aumento delle pensioni minime, o al limite una loro detassazione, una totale revisione delle pensioni d’invalidità e di reversibilità e, per concludere, l’eliminazione della penalizzazione applicata a chiunque decida di dimettersi prima dei 62 anni. A queste idee si aggiunge anche quella del nuovo commissario dell’Inps, Tiziano Treu, che propugna una riduzione dell’età pensionabile oggi fissata ai 66 anni d’età.

Intanto scendono in piazza migliaia di pensionati intenti a far sentire la propria voce. Con la supervisione dell’Uil, l’Unione italiana del lavoro, questi esigono una maggior flessibilità e propongono un range dell’età pensionabile che vada dai 62 ai 70 anni, che permetta al lavoratore di poter andare in pensione anticipatamente in caso di cattive condizioni di salute. Secondo i manifestanti, inoltre, andrebbe preso in considerazione anche lo stato del lavoro, in quanto chi svolge una professione più logorante dovrebbe avere il diritto di andare in pensione prima.

L’unico problema, in questo caso, sarebbe però l’ammontare dei contributi versati, sicuramente più esigui rispetto a quelli previsti dalle attuali misure pensionistiche.