Quota 96: in pensione a settembre ma senza Tfr

Arrivano nuove proposte e rassicurazioni per quanto riguarda i 4mila docenti dei Quota 96, novità già da settembre

Torniamo a parlare della famigerata Quota 96, nome criptico che racchiude 4mila lavoratori della scuola in attesa di pensione a causa di un errore tecnico delle riforma Fornero. Insieme agli esdoati i Quota 96 vivono da alcuni anni in un limbo fatto di incertezze, prese di posizione mai onorate e provvedimenti senza copertura. Questa volta la copertura sembra ci sia e sembra che la tanto bramata pensione possa arrivare anche per loro.

Le voci più ottimistiche hanno già una data pronta: settembre 2014. A rassicurare tutti è il presidente della Commissione bilancio della Camera, Francesco Boccia secondo cui le coperture ci sarebbero. E’ stato depositato infatti alla Camera un emendamento a firma delle deputate Ghizzoni (Pd) e Saltamartini (Nuovo centro destra) che propone di mandare in pensione i 4mila dei Quota 96 già dal prossimo settembre.

Firmato da da tutti i capigruppo delle commissioni bilancio e lavoro di Montecitorio l’emendamento, se accettato e convertito in legge, consentirà ai docenti con 60 anni di età e 36 di contributi maturati nell’anno scolastico 2011-2012, di presentare domanda di pensionamento all’Inps. Una bella notizia per i docenti che finalmente potranno andare in pensione. Una volta ricevuta la domanda l’Istituto di previdenza avrà 15 giorni di tempo per valutare la richiesta e dare il nulla osta.

Per contenere i costi del provvedimento però i tecnici hanno studiato una formula di pensionamento che prevede che la liquidazione non venga versata subito. Il versamento della liquidazione infatti verrà effettuato soltanto nel momento in cui si sarebbe maturato il diritto in base alle regole della legge Fornero. In base ai singoli casi dunque, esiste la possibilità che qualcuno dei Quota 96 in pensione dovrà aspettare qualche anno prima di vedersi riconosciuto il Tfr. Così studiata l’operazione dovrebbe costare alle casse dello Stato 35 milioni nel 2014 e cento milioni l’anno fino al 2018. Le risorse verranno scovate tramite perfezionamento degli obiettivi della spending review.

[foto: ilrestodelcarlino]