Quota 96 ultime notizie: ecco cosa pensa l’Europa della riforma pensioni

Il tema delle pensioni continua a far discutere. Ecco il parere dell’Unione Europea. Intanto i quota 96 aspettano da tre anni la pensione

La pausa estiva è imminente sebbene in Parlamento ancora si lavori per la chiusura di determinate questioni poste all’ordine del giorno. In tema di pensioni è ovvio come prima della prossima legge di bilancio non si faccia nulla. Il governo, prima di mettere mano ad un’eventuale riforma, vuole essere certo di cosa si può fare e cosa non si può fare. Sempre che si metta davvero mano al sistema pensionistico italiano.

I quota 96 in attesa da tre anni per la pensione. Intanto molte categorie di lavoratori aspettano di andare in pensione, come i cosiddetti quota 96 del comparto scuola: circa quattromila persona in attesa di godersi l’agognata pensione da circa tre anni.

Tra questi lavoratori ci sono docenti e personale amministrativo che, nonostante abbiano i requisiti per uscire dal lavoro, devono ancora trattenersi al lavoro per colpa di un errore compreso nella legge Fornero approvata nel 2011. Secondo le ultime indiscrezioni pare che attualmente non ci siano risorse finanziarie necessarie per mandare in pensione questi lavoratori.

L’Europa dice no ad un’eventuale riforma. Il governo vorrebbe rendere più flessibile il sistema pensionistico ma, a quanto pare, mancano anche in questo caso le risorse finanziarie per poter apportare le modifiche tanto auspicate da esponenti della maggioranza, in primis, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. L’Unione Europea poi non vede di buon occhio un’eventuale riforma del sistema pensionistico italiano.

Per l’UE tutto deve rimanere così com’è al fine di mantenere la sostenibilità economica di cui necessità il nostro paese. Si comprende così il motivo della variazione del testo sul lavoro part-time che, inizialmente, includeva al suo interno il versamento dei contributi pensionistici mancanti dei lavoratori, fino alla maturazione della pensione, da parte dello Stato. Con un emendamento aggiuntivo è tutto sparito, lasciando solo al lavoratore il versamento aggiuntivo.

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(Immagine: ilmanifesto.info)