Rapporto pensioni Inps, Codacons: ‘Vergogna nazionale’

Dall’ultimo rapporto sulle pensioni dell’Inps emerge un’Italia di pensionati che sfiora la soglia di povertà

Una “vergogna nazionale”, sono stati definiti così dal Codacons i dati sulle pensioni diffusi dall’Inps. Dal rapporto annuale dell’Inps, presentato da Vittorio Conti è emerso che oltre 21 milioni di pensioni erogate nel 2013 sono state destinate a  più di 15,8 milioni di beneficiari. Più di 2,1 milioni di prestazioni sono sotto i 500 euro mensili (1,2 milioni di soli 294 euro), 6,8 milioni sotto i 1000 euro (5 milioni con una rendita media di 702) e le donne risultano sempre penalizzate.

Nell’ultimo anno sono state liquidate più di un milione e 100 mila nuove pensioni, per una spesa complessiva di circa 267 miliardi di euro. E questo nonostante un – 32% per le prestazioni di anzianità o anticipate e un – 57% per quelle di vecchiaia.

Nel 2013 si è registrato un decremento rispettivamente del 32% per le pensioni di anzianità/anticipate e del 57% per gli assegni di vecchiaia rispetto al 2012 per quanto riguarda i dipendenti privati. Conseguenze dell’elevazione del requisito di anzianità contributiva per le prime e  dell’innalzamento dell’età pensionabile per le seconde. Dal quadro delineato dal rapporto Inps ne emerge dunque una sostanziale immobilità per quanto riguarda le pensioni di anzianità e vecchiaia con un conseguente aumento della disoccupazione e calo della produttività. Si registrano assegni troppo bassi, soprattutto per quanto riguarda le donne e emergono problemi per i cosiddetti lavoratori precoci e quelli che svolgono lavori definiti usuranti. per adeguarsi alla nuova normativa, devono continuare a lavorare pur avendo inizi da giovanissimi.

“I pensionati italiani – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – non riescono a condurre una vita dignitosa e possono considerarsi a tutti gli effetti poveri. Basti pensare che di questi, 2,1 milioni riceve un assegno di importo al di sotto dei 500 euro, cifra inferiore alla soglia di povertà relativa fissata dall’Istat e pari a 594,53 euro per un nucleo di un solo componente”. Una situazione seria dunque, ma Poletti ci vede qualcosa di positivo “Il dato positivo emergente – afferma il ministro del Lavoro – è la rassicurazione che i dati strutturali della previdenza da un lato, dell’Inps dall’altro, vanno nella direzione di un positivo consolidamento”.

[foto: cislmarche]