Riforma Pa: pensioni statali, le ultime notizie

La riforma della Pa targata Madia promette agli statali di andare in pensione a 62 anni

“Una forte inversione di tendenza”, il ministro Marianna Madia definisce così la sua Riforma della Pubblica Amministrazione. Una riforma che almeno negli intenti punta a ribaltare il rapporto cittadini e istituzioni e a favorire quel ricambio generazionale tanto auspicato nella Pa. Una delle novità più interessanti se dovesse essere approvata la riforma Pa (il decreto è in discussione alla Camera dei Deputati) è quella relativa alle pensioni degli statali. Il testo di riforma concede ai lavoratori pubblici la possibilità di andare in pensione  a 62 anni.

Se approvato così com’è il decreto dovrebbe portare una boccata di ossigeno e dare un po’ di speranza agli insegnanti Quota 96 penalizzati dalla precedente riforma Fornero. Il decreto dovrebbe abolire anche le penalizzazioni sulla pensione anticipata. In un’intervista al quotidiano La Stampa il ministro Madia ha affermato “Prima l’amministrazione concedeva a tutti il trattenimento in servizio. E se si considera che i trattenimenti erano già compresi nei limiti nelle assunzioni – ha spiegato il ministro Marianna Madia, del Partito democratico, sottolineando i meriti della riforma Pa sulle pensioni 2014 – quella persona che rimaneva in servizio rubava un posto a un giovane.

Ora – ha spiegato ancora il ministro della Pubblica amministrazione e Semplificazione – c’è il divieto assoluto per i pensionati di continuare ad avere consulenze nella pubblica amministrazione. Al massimo – ha detto l’esponente del Governo Renzi – si può restare un anno, e a titolo gratuito. Abbiamo varato norme giuste – ha concluso il ministro Madia – che hanno generato grandi proteste; pensiamo – ha sottolineato – ai professori, oppure ai magistrati”.