Riforma pensioni Governo Renzi 2015-2016, torna l’opzione donna: ecco i requisiti

Torna fra le ipotesi da adottare nella riforma delle pensioni l'opzione sperimentale del 2004: ecco i requisiti e le penalizzazioni previste

Qualche ritocco, qualche dettaglio ancora da verificare ma sull’Opzione Donna, nell’ambito della riforma delle pensioni per le lavoratrici, sembra esserci qualche possibilità in più all’interno del nuovo assetto del futuro sistema previdenziale.

Secondo le notizie degli ultimi giorni, come riportate da Il Fatto Quotidiano, il Governo starebbe infatti studiando, fra altre molteplici alternative, un piano che possa prevedere per molte contribuenti, la possibilità di uscire dal mondo del lavoro dal 2016 con 62-63 anni d’età (ovvero circa 3 anni prima) e con i canonici 35 anni di contributi versati all’Inps. In tal modo, però – e qui sta la novità – non sarebbero penalizzate sull’assegno mensile se non per un 3,3% massimo nei primi tre anni di pensione anticipata, escludendo di fatto ogni ricalcolo contributivo vociferato in passato.

Nella scelta che potrebbe compiersi a livello istituzionale per tutte le lavoratrici prossime alla pensione, il vantaggio sarebbe quindi la minima penalizzazione in uscita e per soli tre anni, con un taglio massimo che complessivamente non supererebbe il 10%, calibrato sulla maggiore aspettativa di vita considerata oggi.

L’opzione introdotta nel 2004 e che nella manovra in corso di discussione oggi sta prendendo una nuova forma è solo ancora un’ipotesi di cui si torna a parlare, vista l’urgenza di trovare una soluzione al prossimo imminente “scalone” imposto della legge Fornero – ossia entro gennaio 2016 – pur facendo i conti con i limiti imposti da Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan rispetto alle concrete risorse nelle casse dello Stato, perché ogni scelta sia realmente poi sostenibile nel tempo.

[foto: Urbanpost.it]