Riforma pensioni 2014: ‘la Fornero’ non subisce grandi cambiamenti

La riforma delle pensioni 2014 si proponeva di cambiare la riforma Fornero, per ora non si vedono modifiche sostanziali

La riforma della pensioni procede a passi lenti e acquista una forma sempre più snella.

Alcune delle misure annunciate nei mesi scorsi sembra siano state accantonate. Una su tutte, quella che fa più clamore in questi giorni è l’eliminazione, o l’oblio, della cosiddetta opzione donne sparita se così si può dire dal  disegno di legge delega Repubblica Semplice. Il ministro Madia aveva proposto la proroga dell’opzione donna ma sembra che per il momento sia stata accantonata così come  la possibilità di andare in pensione anticipata a 57 anni e 3 mesi con il sistema contributivo. Se fosse andata in porto la riforma avrebbe permesso alle lavoratrici di andare in pensione rinunciando a una quota variabile fra il 25 e il 30% rispetto alla scelta del sistema retributivo.

Nonostante annunci e buoni propositi dunque la riforma Fornero non subisce modifiche sostanziali. Lo stesso ex ministro ha dal canto suo ammesso che sono stati fatti degli errori che hanno portato alla creazione di figure “penitenti” come esodati e Quota 96. Qualche modifica, seppur piccola, si registra per gli statali. Per i lavoratori della Pubblica Amministrazione arriva la possibilità per gli esuberi di andare in pensione anticipata a 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 e 6 mesi per le donne anche senza aver raggiunto l’età di vecchiaia.

Arriva anche la possibilità di essere ricollocati all’interno degli uffici di altre amministrazioni pubbliche, anche part time ma con contributi regolari pagati e la mobilità volontaria e obbligatoria. Il problema sostanziale è trovare i fondi necessari alle riforme che al momento sembrano esserci.