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21 Apr

Riforma pensioni 2014: pensione anticipata, il punto della situazione

LaRedazione - 1 agosto 2014
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1 agosto 2014
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pensione anticipata: il punto della situazione

La riforma della P.A. in esame in questi giorni dovrebbe prevedere, tra le altre modifiche, anche una revisione del meccanismo di prepensionamento.

Sappiamo che la pensione anticipata è una prestazione previdenziale fornita ai lavoratori (dipendenti o autonomi) iscritti in gestioni AGO o in gestioni separate INPS.
Oltre ad essere indispensabile a tanti lavoratori, il prepensionamento è un utile sistema che permette a molti giovani di accedere a posti di lavoro, sia pubblici che privati, altrimenti inaccessibili, ecco perché la discussione su questo tema è più che mai importante.

Al momento, il calcolo dell’anzianità contributiva cambia a seconda dell’inizio del versamento dei contributi:
– 42 anni e 6 mesi di contribuzione attiva per gli uomini;
– 41 anni e 6 mesi di contribuzione attiva per le donne.
Tali requisiti sono specifici per chi ha iniziato a versare prima del 31 Dicembre 1995.

Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un’età inferiore a 62 anni invece, si applica, sulla quota di trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, una riduzione dell’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni. La percentuale annuale è aumentata al 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

In discussione vi è la possibilità per i dipendenti pubblici, privati e autonomi di aderire al prepensionamento raggiunti i 62 anni di età senza penalizzazioni, a patto che siano stati maturati i requisiti richiesti per l’accesso alla pensione anticipata 2014.

Altro caso che ha fatto discutere nei giorni scorsi e che sembra si stia avviando verso una serena soluzione è quello della cosiddetta “quota 96 della scuola”.
Bisognerebbe infatti procedere a breve all’approvazione di tale emendamento con cui 4000 insegnanti resi esodati dalla riforma Fornero, potranno vedersi riconosciuta la loro pensione a partire da settembre, senza penalizzazioni sull’assegno pensionistico.

Non resta che aspettare nuovi sviluppi e i nuovi aggiornamenti sulle eventuali modifiche proposte in queste ultime ore dalla CGIL e dagli altri sindacati e sul dibattito in aula della riforma, la cui approvazione definitiva non dovrebbe tardare ad arrivare nel mese di agosto.

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