Riforma pensioni 2014: pensione anticipata, il punto della situazione

La riforma della Pubblica Amministrazione e la manovra sui prepensionamenti potrebbero riscrivere l'istituto della pensione anticipata 2014

La riforma della P.A. in esame in questi giorni dovrebbe prevedere, tra le altre modifiche, anche una revisione del meccanismo di prepensionamento.

Sappiamo che la pensione anticipata è una prestazione previdenziale fornita ai lavoratori (dipendenti o autonomi) iscritti in gestioni AGO o in gestioni separate INPS.
Oltre ad essere indispensabile a tanti lavoratori, il prepensionamento è un utile sistema che permette a molti giovani di accedere a posti di lavoro, sia pubblici che privati, altrimenti inaccessibili, ecco perché la discussione su questo tema è più che mai importante.

Al momento, il calcolo dell’anzianità contributiva cambia a seconda dell’inizio del versamento dei contributi:
– 42 anni e 6 mesi di contribuzione attiva per gli uomini;
– 41 anni e 6 mesi di contribuzione attiva per le donne.
Tali requisiti sono specifici per chi ha iniziato a versare prima del 31 Dicembre 1995.

Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un’età inferiore a 62 anni invece, si applica, sulla quota di trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, una riduzione dell’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni. La percentuale annuale è aumentata al 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

In discussione vi è la possibilità per i dipendenti pubblici, privati e autonomi di aderire al prepensionamento raggiunti i 62 anni di età senza penalizzazioni, a patto che siano stati maturati i requisiti richiesti per l’accesso alla pensione anticipata 2014.

Altro caso che ha fatto discutere nei giorni scorsi e che sembra si stia avviando verso una serena soluzione è quello della cosiddetta “quota 96 della scuola”.
Bisognerebbe infatti procedere a breve all’approvazione di tale emendamento con cui 4000 insegnanti resi esodati dalla riforma Fornero, potranno vedersi riconosciuta la loro pensione a partire da settembre, senza penalizzazioni sull’assegno pensionistico.

Non resta che aspettare nuovi sviluppi e i nuovi aggiornamenti sulle eventuali modifiche proposte in queste ultime ore dalla CGIL e dagli altri sindacati e sul dibattito in aula della riforma, la cui approvazione definitiva non dovrebbe tardare ad arrivare nel mese di agosto.