Riforma Pensioni 2014: ultime notizie e la risposta dei sindacati

Alta tensione tra il governo di Matteo Renzi e le parti sociali: dura risposta dei sindacati sulla riforma pensioni

Continua la battaglia sulla riforma pensioni 2014: dura risposta dei sindacati a Matteo Renzi dopo le ultime notizie riguardanti il probabile taglio degli emolumenti a chi lascerà il lavoro nel corso dei prossimi anni.

Il governo di coalizione guidato da Matteo Renzi deve reperire le risorse necessarie per far quadrare il bilancio e approvare la legge di stabilità, facendo attenzione al rapporto del 3 % tra debito pubblico e Prodotto Interno Lordo imposto da Bruxelles all’Italia.
L’ex sindaco di Firenze ha frenato bruscamente sull’idea di procedere a un aumento dell’aliquota fiscale sulle ‘pensioni d’oro’ (al di sopra dei 3 mila euro netti mensili), virando piuttosto sul blocco dei salari dei dipendenti pubblici.

La notizia ha portato a una durissima reazione da parte dei tre sindacati confederali: UIL, CISL e CGIL si sono uniti definendo ‘errore madornale’ l’idea di Renzi di intervenire bloccando l’aumento degli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione.
Luigi Angeletti, leader della UIL, ha tuonato definendo ‘scandalosa’ la decisione del governo di bloccare il rinnovo dei contratti pubblici, sottolineando come già da ben sei anni gli statali non ricevano aumenti salariali mentre l’inflazione e l’aumento del costo della vita continuano a crescere.
Angeletti ha parlato di ‘immoralità’, ironizzando sul fatto che sia ‘semplice’ prelevare ai dipendenti pubblici mentre al contrario andare a toccare altri interessi sia pericoloso per la stabilità dell’esecutivo.

Carla Cantone, segretario della SPI CGIL, ha ricordato come i vari governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni abbiano colpito in maniera indiscriminata i pensionati, ledendo il loro potere d’acquisto di oltre il 30 %.
Cesare Damiano, presidente dalla Commissione del Lavoro alla Camera dei Deputati, ha dichiarato di essere d’accordo a un prelievo di solidarietà solamente per chi percepisce oltre 5 mila euro mensili, opponendosi categoricamente a tassare ulteriormente chi riceve meno di questa somma.

Damiano, usando una metafora sportiva, ha sottolineato che dopo le pensioni d’oro, si stia passando a quelle ‘d’argento’ e che presto forse si andrà anche a toccare quelle ‘di bronzo’, puntando il dito contro i ‘veri privilegiati’ ed estendendo il limite massimo delle pensioni a 100 mila euro lordi all’anno. In questo modo si cancellerebbero le ‘pensioni da nababbi’ che rappresentano un ‘ceffone al bene comune’.

Renato Brunetta, presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, ha sottolineato la durezza della riforma Fornero, che ha causato già ‘troppi danni’. Per Brunetta prelevare ancora toccando le pensioni rappresenterebbe un ulteriore attacco a coloro che ‘non possono difendersi’.
Appare quindi chiara l’opposizione bipartisan alla riforma pensioni 2014: dopo le ultime notizie la risposta dei sindacati e dell’opposizione al governo Renzi è stata unanime.