Riforma pensioni 2015: Boeri contro Damiano, le soluzioni proposte

Il dibattito sulla riforma delle pensioni 2015 si fa sempre più acceso: lo scontro Boeri-Damiano riguarda il ddl sulle pensioni depositato alla Camera dei Deputati

In merito alla riforma pensioni 2015 Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro Pubblico e Privato, e Tito Boeri, neo-presidente dell’Inps, propongono per il momento soluzioni differenti l’uno dall’altro, che in un primo momento sembrerebbero addirittura inconciliabili.

Dopo l’indifferenza su tale questione prevalsa negli ultimi anni, ora si attende una manovra importante che riguarderà la previdenza. Tuttavia, non si è ancora capito in quali punti si interverrà di preciso e quali strumenti verranno adottati, visto che ci sono ancora molti dubbi sulle tempistiche e le modalità di attuazione della tanto attesa riforma delle pensioni.

Nello specifico, l’ex ministro del lavoro Damiano punta su un ritorno del sistema a Quote, mentre il presidente dell’Istituo Nazionale della Previdenza Sociale vorrebbe invece l’introduzione di un contributo di solidarietà, e sebbene con alcune modifiche, sostiene il disegno generale di riforma pensioni proposto da Damiano, il quale mira all’attuazione di una maggiore flessibilità in uscita.

Se i provvedimenti avanzati dai due principali protagonisti della scena sembrano essere opposti, al centro troviamo delle soluzioni intermedie alternative in preparazione da parte dell’esecutivo Renzi, che sembrerebbe essere orientato su vie un po’ più leggere e meno soffocanti per le finanze pubbliche.

Il decreto 2945 depositato alla Camera presenta la previsione della Quota 100 (data dalla somma tra età anagrafica el’età dei contributi) a decorrere dal primo gennaio dell’anno prossimo, tuttavia, tutto farebbe pensare che le speranze che questo decreto abbia di essere approvato siano ridotte quasi al minimo.

Tale situazione deriva dal fatto che il governo Renzi sembra muoversi su una linea duplice: da un lato potrebbe prevedere un sussidio messo a punto proprio per i lavoratori che vanno dai 55 ai 65 anni, mentre dall’altro sembrerebbe voler istituire la possibilità di un prestito pensionistico per coloro che si trovano a pochi anni dal pensionamento.

Così, se Damiano è orientato al sistema a Quote, Tito Boeri, invece, propone un contributo di solidarietà per le pensioni che vanno dai duemila euro in su e, in sostanza, il suo obiettivo è l’uscita dal lavoro con assegni più leggeri.