Riforma pensioni 2015, cosa cambia da maggio con l’invio della busta arancione

Il presidente dell’Inps conferma l’invio della busta arancione dal prossimo maggio e intanto il “tesoretto” da 1,6 miliardi viene accantonato in attesa di collocazione

In arrivo la busta arancione dal prossimo maggio. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha confermato l’invio, dal prossimo maggio, della busta arancione. Con questa comunicazione i cittadini saranno informati sulla loro posizione contributiva e potranno conoscere quanti anni di contribuzione saranno necessari ad acquisire il diritto alla pensione, in base alla normativa vigente. La busta arancione sarà disponibile per i più giovani a partire dal primo maggio e per gli over 55 a partire dal mese di giugno.

Continua il dibattito sulle pensioni. Il presidente dell’Inps non fa poi mancare il suo contributo sull’eventuale riforma delle pensioni 2015. Le proposte che farà a nome dell’Inps si muoveranno lungo l’asse assistenza-previdenza: “Oggi – afferma il presidente – c’è un problema sociale molto serio: quello delle persone nella fascia di età 55-65 anni che una volta perso il lavoro si trovano progressivamente in condizioni di povertà. Si calcola che non più di uno su dieci riesce a trovare una nuova occupazione. Questo ha provocato un aumento della povertà non essendoci alcun sussidio per gli under 65. Per queste persone è ragionevole allora pensare di introdurre un reddito minimo garantito”.

In pensione prima ma con penalizzazioni. Di allentare la rigidità della riforma Fornero se ne parla da diverso tempo e anche in proposito, Boeri, anticipa le linee di proposta dell’istituto: “Per la prima volta si è prodotto un conflitto generazionale che si può attenuare consentendo di lasciare il lavoro prima dell’età della pensione di vecchiaia. Ovviamente con effetti sull’assegno pensionistico: prima esci, meno prendi. Noi avanzeremo la nostra proposta organica. Spetterà al governo decidere e al Parlamento valutare”.

Il tesoretto per i pensionati incapienti? Per ora, il governo ha deciso di accantonare il tesoretto da 1,6 miliardi, senza stabilire però come verrà speso. Tra le ipotesi c’è quella di replicare un bonus stile 80 euro dello scorso anno ma, stavolta, anche ai pensionati incapienti.

(Immagine: www.wdonna.it)