Riforma pensioni 2015: novità opzione donna, pensione anticipata e quota 96

La sentenza della Consulta rischia di bloccare gli interventi in tema di riforma delle pensioni, in particolare il ddl sulla quota 96 e l'opzione donna

Era stato Salvini a depositare alla Camera il ddl (il numero 3002) che la Lega Nord ha studiato per le nuove modalità di assegnazione della pensione ai dipendenti pubblici. In particolare, nel ddl viene riconosciuta la possibilità di lasciare il proprio posto di lavoro raggiunti i 64 anni di età. Questo per coloro che sono riusciti a raggiungere quota 96 nel periodo antecedente il 31 dicembre 2012. In pratica, verrebbero applicati gli stessi principi indicati dalla riforma Fornero per coloro che operano nel settore privato. L’obiettivo di Salvini è proprio quello di evitare un diverso trattamento tra i due settori. Si attende il parere della commissione Lavoro alla Camera.

Per quanto riguarda l’opzione donna, sempre la Lega ha presentato un ddl (il numero 1848), attraverso il quale è stata chiesta l’estensione di tale opzione fino al 2018.
In questo ambito Salvini ha come obiettivo una maggiore tutela delle lavoratrici, permettendo loro di avere una duplice scelta. Potrebbero, ad esempio, lasciare il proprio lavoro con 27 anni e 3 mesi (nel caso in cui siano assunte come dipendenti), oppure a 58 anni e 3 mesi (se autonome). In questo caso l’assegno verrebbe calcolato facendo ricorso al metodo contributivo. In alternativa, potrebbero decidere di continuare a lavorare (per un periodo pari a 9 anni); scegliendo questa seconda strada raggiungerebbero i requisiti previsti dalla Legge Fornero e la “quiescenza piena”.

Gli interventi sul tema della pensione, però, potrebbero subire un contraccolpo dalla sentenza della Consulta, che ha “bocciato” la Fornero in merito al blocco degli aumenti degli assegni o, meglio, di quelli che risultavano 3 volte maggiori al minimo Inps. Sono molto attese, pertanto, le prossime decisioni del governo Renzi. In particolare, per il premier sarà necessario valutare come procedere al rimborso degli assegni per il 2012 e il 2013.
Il rischio è che proprio l’opzione donna, ma anche la quota 96 e la pensione anticipata finiscano per passare in secondo piano, in quanto il governo sarà costretto a trovare in tempi brevi una soluzione al rimborso. L’unica possibilità sarebbe quella di trovare una soluzione che possa riuscire a fornire una risposta valida sia a chi si trova già in pensione che a coloro che devono ancora arrivarci.

Per ora sembrerebbe aver preso quota l’idea di adottare un piano per i rimborsi che riesca a tenere conto della necessità di rispettare i conti pubblici. Nel dettaglio, si parla di rimborsi per fasce di reddito, con la possibilità di escludere quelle più alte. Se, da un lato, questo permetterebbe di risparmiare risorse, dall’altro porterebbe inevitabili polemiche.
Non si escludono colpi di scena nei prossimi giorni in merito alla riforma pensioni 2015.