Riforma Pensioni 2015, Opzione donna: estensione fino al 2018?

Mentre il Governo promette un taglio netto alle tasse, i cittadini chiedono una proroga dell'Opzione Donna fino al 2018

Il Premier Matteo Renzi recentemente ha annunciato l’intenzione di ridurre le tasse nel nostro Paese, promettendo l’abolizione di Imu e Tasi per il 2016. Quello delle imposte è un argomento molto caro agli italiani: secondo Domenico Proietti, Segretario Confederale della Uil, il Governo dovrebbe tagliare le tasse anche a quei lavoratori e pensionati che, in Italia, pagano il doppio delle imposte rispetto agli altri paesi europei. Ma abolendo le tasse, il Governo troverà i fondi necessari per sostenere quei lavoratori che intendono usufruire della pensione anticipata?

Prima però bisogna chiarire se si potrà estendere l’Opzione Donna fino al 2018 e modificare l’età pensionabile cambiando i presupposti della Riforma Fornero. Nella prossima Legge di Stabilità il Governo deve rispondere a queste e altre domande, con le lavoratrici che vogliono capire se, entro il 31 dicembre del 2015, avranno maturato i requisiti necessari per entrare nel meccanismo della Pensione Anticipata.

Ed è proprio per far sentire la loro voce anche su Internet che è nato su Facebook un movimento che promuove l’estensione dell’Opzione Donna fino al 2018. Le coordinatrici di questo gruppo vogliono sensibilizzare il Governo a non tagliare fuori dal ricalcolo contributivo quelle lavoratrici che sono nate negli ultimi tre mesi del 1958.

L’iniziativa del comitato per la proroga dell’Opzione Donna fino al 2018 ha ricevuto migliaia di adesioni e il sostegno di molte forze politiche, tra cui la senatrice della Lega Nord Emanuela Munerato che ha presentato un Disegno di Legge apposito in merito. Anche i 5 Stelle hanno fatto sapere di essere vicino a chi lotta utilizzando il web per manifestare i propri disagi.

L’aumento dell’età pensionabile voluto dalla Riforma Fornero ha scontentato tutti i cittadini, che vorrebbero un maggior sostegno da parte delle istituzioni. Inoltre estendere l’Opzione Donna significa evitare l’utilizzo di sussidi e altri ammortizzatori sociali per quelle lavoratrici che non vogliono pesare sul bilancio dello Stato, ma ricevere una liquidazione chiara in base ai contributi versati. Un corretto utilizzo della Pensione Anticipata significa anche creare i presupposti per un ricambio generazionale, che consenta ai vecchi di lasciare spazio a quei giovani che intendono entrare nel mondo del lavoro.

Bisogna dare i giusti strumenti di valutazione anche all’Inps perché sembra che, in alcuni casi, ci siano degli errori sul calcolo della liquidazione per chi sceglierà di usufruire della Pensione Anticipata. Dunque per il prossimo settembre non ci sono più scuse perché, Governo e sindacati, dovranno esprimersi, a favore o meno, sulla proroga all’Opzione Donna fino al 2018.

[Immagine: www.pensioniblog.it]