Riforma pensioni 2015, pensione anticipata uomini e donne: ultime notizie

Dopo gli sviluppi degli ultimi giorni, dovuti alla Consulta che ha trovato incostituzionali gli ultimi decreti legge in fatto di pensioni, la discussione sulle pensioni anticipate e sulla flessibilità in uscita dal mondo del lavoro è ancora più pressante

Le decisioni della consulta – Nelle scorse settimane la consulta ha definito incostituzionale il blocco dell’indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte la cifra stabilita per la pensione minima; questo evento si ricollega alla problematica legata alle pensioni anticipate in quanto il governo dovrà ora versare ai pensionati che erano stati colpiti dal decreto quanto gli spetta, aprendo così un buco nel bilancio che potrebbe raggiungere i 10 miliardi di euro. A più riprese, da varie parti del governo, si è fatta sentire l’esigenza di regolamentare il più in fretta possibile il settore delle pensioni anticipate, per evitare di ripetere un errore di questo tipo.

La proposta Quota 100 – Ad oggi non ci sono ancora proposte di legge che sembra possano andare in porto, in modo da passare oltre la riforma Fornero, che ha in sostanza bloccato la situazione pensionistica di molti italiani. L’età pensionabile continua progressivamente ad alzarsi e questo crea purtroppo un aumento di disoccupati tra i giovani: l’Italia presenta in Europa la maggiore percentuale di disoccupati al di sotto dei 25 anni di età.
Le proposte in questo campo rimangono sempre le stesse, tra cui spicca quella del Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano; la sua proposta è stata battezzata “Quota 100” e prevede per le persone che hanno superato i 58 anni di età la possibilità di andare in pensione nel caso in cui la loro età anagrafica più gli anni di contributi versati assommi a 100. Questo tipo di proposta andrebbe a risolvere buona parte dei problemi che oggi hanno coloro che non hanno ancora compiuto 60 anni, ma sono entrati nel mondo del lavoro molto giovani, prima dei 18 anni.

Il problema delle donne – Anche nel campo del trattamento pensionistico femminile tutto è fermo; gli ultimi interventi proponevano la possibilità per le donne che avessero compiuto i 60 anni di età, di ottenere la pensione solo nel caso in cui avessero versato almeno 41 anni di contributi. Oltre a permettere una più rapida entrata dei giovani nel mondo del lavoro, questo tipo di pensioni anticipate e una maggiore flessibilità per l’uscita dal mondo del lavoro, stimolerebbero una ripresa nelle assunzioni dei giovani. Molti sono poi gli italiani privi di occupazione, ma che hanno già più di 60 anni, che a causa della riforma Fornero non possono accedere al trattamento pensionistico. Quota 100 e altre proposte simili potrebbero tamponare anche questo tipo di emergenza, evitando di mantenere tanti italiani nel limbo della disoccupazione.

[Immagine: www.sinistraecologialiberta.it]