Riforma pensioni 2015 ultime notizie: la Quota 41 la soluzione?

La riforma pensioni dovrebbe vedere la luce entro quest’anno ma il cammino sembra ancora lungo e in salita

Lo scorso 15 aprile si è svolta alla camera dei Deputati, in Commissione Lavoro, la discussione sul ddl felissibilità. Tra i partecipanti vi erano due esponenti di spicco del Partito Democratico, il presidente della stessa Commissione, Cesare Damiano, e il ministro del Lavoro Poletti. E il tema delle pensioni non poteva non uscire nuovamente fuori con Damiano che mira al sistema delle quote per garantire una maggior flessibilità in uscita dei lavoratori e Poletti che nega eventuali tagli sugli assegni di importo superiore ai 2 mila euro. I problemi di fondo rimangono sempre gli stessi: quale riforma e dove prendere le risorse per garantire una riforma entro la fine dell’anno?

Quota 100, 97 o 41? Il presidente Damiano, da sempre favorevole alla quota 100, ha proposto anche la quota 97, 62 anni più 35 di contributi, che permetterebbe l’accesso alla pensione con eventuali penalità o maggiorazioni e la quota 41. Quest’ultima non prevede alcun limite d’età come la quota 97 e, per non ricevere penalizzazioni sull’assegno pensionistico, basterà aver versato 41 anni di contributi. Al momento il governo sta valutando assieme all’Inps la fattibilità economica delle misure proposte nel ddl flessibilità.

Dove prendere le risorse? Per Damiano le risorse si avranno grazie ai risparmi previsti nei prossimi quarantanni dalla Riforma Fornero, stimati dalla Ragioneria di Stato in oltre 300 miliardi di euro. D’altro canto Poletti ha ribadito che il governo non metterà mano agli assegni di importo superiore ai 2 mila euro. Quindi, nessun taglio, da questo punto di vista.

La via indicata sembra quella della scelta del sistema quote anche se, l’ultima parola, ancora non è stata detta e le carte in tavola potrebbero cambiare e concedere l’uscita anticipata con il Prestito Inps.

(Immagine: effemeride.it)