Riforma pensioni, Boeri boccia quota 100 e opzione donna

La flessibilità nel sistema pensionistico avrebbe un costo troppo alto: stop dal presidente dell'INPS su Quota 100 e Opzione Donna per tutti

Pensione anticipata a Quota 100? Meglio di no. Una doccia fredda ma, a conti fatti secondo Tito Boeri, doverosa. E’ la precisazione che – sul tema delle ipotesi al vaglio del Governo per la riforma delle pensioni di considerare la Quota 100 o anche l’Opzione Donna allargata anche agli uomini – rimetterebbe in discussione la loro applicabilità.

Secondo infatti il presidente dell’INPS, un ricalcolo delle due soluzioni potrebbe essere troppo costosa per le casse già sofferenti del sistema. L’apparato pensionistico, secondo quanto Boeri ha affermato anche fra le righe di Rainews.it, non avrebbe abbastanza supporto economico per sostenere la manovra che piace a Cesare Damiano – a capo della Commissione Lavoro alla Camera ed impegnata sulla riforma – e che da tempo caldeggiava alcune di queste soluzioni.

Permettere ai lavoratori di lasciare il mondo del lavoro quando la somma dell’età anagrafica e quella di contributi dà 100 (o 101 per i lavoratori autonomi) avrebbe un prezzo troppo caro per i bilanci rivalutati da Boeri: lo stesso Presidente ha azzardato persino il costo, anticipando qualcosa come poco più di 10 miliardi di euro.

Le due proposte pensionistiche, se applicate, non garantirebbero sufficiente apporto economico nei primi periodi della sua applicazione (per l’Opzione donna, Boeri ritiene che i 35 anni nel caso delle carriere femminili sia selettivo e si restringa la sua applicabilità). Non ultimo per il numero uno dell’INPS, il rischio conseguente di ripristinare quello che in sostanza era la vecchia pensione di anzianità (ma senza finestre). Un’altra battuta d’arresto insomma che si scontra con quella flessibilità che tutti si auspicano, dopo molte che hanno già tardato la riforma.

[foto: Media.urbanpost.it]