Riforma pensioni, Damiano: “Accelerare riforma età pensionabile”

Cesare Damiano spiega perché la riforma delle pensioni deve rivedere verso il basso l’età pensionabile

La riforma delle pensioni 2014 include, si spera, istanze di riforma dell’età pensionabile. L’innalzamento dell’età pensionabile avvenuto nel 2011 con la riforma Fornero ha di fatto obbligato migliaia di lavoratori prossimi alla pensione a rimanere in servizio, impedendo alle nuove generazioni l’ingresso nel mondo del lavoro.

A sollecitare una revisione verso il basso dell’età pensionabile è l’onorevole Cesare Damiano che sul quotidiano Europa afferma: “Quello che il governo dovrebbe capire è che l’aumento della disoccupazione giovanile e della povertà è in buona parte dovuta a due fenomeni: l’innalzamento repentino dell’età pensionabile a 67 anni, che costringe le generazioni più anziane a rimanere più a lungo al lavoro, sbarrando in questo modo la strada verso l’occupazione a figli e nipoti; il precipitare nella condizione di “esodati” da parte di centinaia di migliaia di persone che si sono trovate improvvisamente e ormai da anni senza reddito”.

L’esigenza di una riforma delle pensioni che punti a sanare le storture di riforme passate dunque emerge anche dal fronte istituzionale. “Per il momento – dichiara Damiano – abbiamo percorso, con le salvaguardie, sei tappe di questa dolorosa via crucis, salvando oltre 170mila lavoratori, ma adesso va trovata una soluzione strutturale al problema. Prima o poi Renzi dovrà occuparsene. Accanto a questo, come se non bastasse, a carico di alcune categorie di lavoratori si sono commessi veri e propri “errori” che hanno oggi pesanti ripercussioni sulla loro possibilità di andare in pensione”. Oltre agli esodati Damiano si riferisce anche ai cosiddetti Quota 96 scuola “abbiamo presentato – afferma – un emendamento al Decreto sulla pubblica amministrazione con le relative coperture”.

[foto: ilmattinodiparma]