Riforma pensioni: ecco cosa succederà nei prossimi anni

Uno studio simula le prospettive sulle pensioni dei giovani 30enni: ecco il metodo di calcolo per chi oggi guadagna 1000 euro al mese

Con la riforma delle pensioni, quale prospettiva si apre nei prossimi anni per i giovani di oggi?

Se guadagna 1000 euro al mese, un trentenne oggi si assicura una pensione minima di 514 euro mensili quando avrà maturato 65 anni e 9 mesi domani. Per quanti ricadono nel sistema contributivo (ovvero senza integrazione al minimo finora prevista dallo Stato), la risposta non sembrerà realistica per quanto tragica. Ma, a conti fatti, lo è.

Secondo quanto riportano i maggiori quotidiani oggi e lo conferma una simulazione realizzata per CorrierEconomia dalla società di consulenza Progetica, cominciando a lavorare oggi, con contratti discontinui – ovvero con svariati “buchi” nella carriera previdenziale – la prospettiva potrebbe assumere davvero queste cifre, al netto dell’inflazione e nell’ipotesi che il lavoratore mantenga la stessa posizione durante la propria carriera.

In pratica, senza integrazione al minimo da parte dello Stato, con contratti precari e comunque salutari e la prospettata flessibilità lavorativa – ossia la tendenza a cambiare spesso lavoro e costruire conseguentemente in modo discontinuo la propria storia previdenziale – la pensione di “domani” costruita tra i 20 ed i 35 anni al massimo di contributi, non ha molte speranze di raggiungere soglie superiori se la situazione generale non migliora (salvo per ruoli di maggior spessore che possano far raggiungere un vitalizio mensile pari al 37% dell’ultimo stipendio).

Il nuovo metodo di calcolo non lascia troppe speranze dunque anche per chi aspira ad un migliaio di euro, visto che con i calcoli nel sistema contributivo (esclusa ogni integrazione al minimo) si supera di poco una pensione minima da poco più di 500 euro netti al mese.

[foto:  Corriere.it]