Riforma pensioni: esodati, le questioni in ballo

La riforma delle pensioni deve prendersi in carico la questione degli esodati, ma la strada sembra ancora lunga e piena d’ostacoli

Riforma delle pensioni ed esodati sono due parole che ultimamente vanno di pari passo. Sì perché la riforma in atto del sistema pensionistico non può non risolvere in maniera definitiva la questione degli esodati, vera e propria anomalia giuridica e lavorativa e piaga esistenziale per migliaia di persone. Il problema degli esodati nasce in seguito all’innalzamento dell’età pensionabile introdotto dalla riforma Fornero, la riforma tanto discussa attivata nel 2011, anno di profonda crisi. L’effetto è stato quello di tenere al lavoro milioni di persone con un conseguente risparmio nelle casse dello Stato. Altri effetti però sono stati la creazione degli esodati, persone senza lavoro e senza pensione, e il totale blocco del turn over generazionale. Blocco che ha impedito l’ingresso di linfa vitale nel sistema economico e produttivo inasprendo di fatto gli effetti della crisi economica italiana.

Come uscirne dunque? Attraverso una riforma delle pensioni che permetta la pensione anticipata (rispetto ai requisiti imposti dalla Fornero), senza prima risolvere la questione esodati però nulla si può fare: è un cane che si morde la coda. La questione principale sono le coperture, i soldi necessari a mandare in pensione migliaia di esodati per intenderci. Senza risolvere una volta per tutte la questione esodati non si può parlare seriamente di una riforma pensioni. Innanzitutto bisognerebbe capire qual è il numero preciso.

Finora infatti si è parlato di cifre più o meno approssimative senza raggiungere una cifra certa. Il costo esodati è enorme ed è in grado da solo di far saltare i conti dell’Inps. La sesta salvaguardia ha ampliato la platea di esodati da tutelare a 170mila ma siamo sicuri sia la cifra esatta?

[foto: tg24.Sky]