Riforma pensioni: gli aspetti negativi

La riforma delle pensioni comporta anche degli aspetti negativi che andranno a colpire lavoratori e pensionati

Di riforma delle pensioni ormai si parla tanto e ovunque. Un cambiamento del sistema pensionistico è talmente urgente che interessa gran parte dell’agenda politica estiva. Da mesi ormai si parla di pensione anticipata, esodati, quota 96 e riforma delle legge Fornero. Tutti aspetti da risolvere, da cui è impossibile prescindere. La necessità da più parti sentita è quella di dotare il meccanismo delle pensioni di una maggiore flessibilità. Di scardinare in qualche modo l’impianto stabilito con la riforma Fornero che ha puntato a un innalzamento generale dell’età pensionabile bloccando di fatto il turn over.

Una scelta fatta in un periodo di crisi acutissima (sì di più di quella attuale) in cui l’Europa tramite il governo Monti chiedeva un forte taglio della spesa pubblica. Oggi l’Europa però chiede anche incentivi all’occupazione, incentivi che possono essere innestati tramite un graduale abbassamento dell’età pensionabile. Ma la riforma delle pensioni non è a costo zero per lavoratori e giovani, presenta anche aspetti negativi.

Per permettere la pensione anticipata a una folta schiera di lavoratori (quelli a cui manca poco per andare in pensione) è necessario comunque trovare le coperture. Chi opterà per l’uscita anticipata dal mercato del lavoro incorrerà inevitabilmente in delle penalizzazioni. Le due formule in studio prestito pensionistico o sistema contributivo, permetterebbero di andare in pensione prima o con un anticipo sulla pensione finale (il primo) o con un assegno finale calcolato esclusivamente con quanto versato dal lavoratore durante la sua vita lavorativa, tutte e due le formule non prevedono in ogni caso un ulteriore impiego di risorse.

Tra gli altri interventi negativi previsti dalla riforma delle pensioni compare anche un piano di tagli anche sulle pensioni che partirà da un nuovo contributo di solidarietà per le cosiddette pensioni d’oro. In studio anche la revisione delle pensioni di guerra, l’ abbassamento della percentuale di conversione e del valore delle pensioni di reversibilità in base al reddito.