Riforma pensioni Governo Renzi e Legge di Stabilità: ultime novità e modifiche

Ieri pomeriggio il premier è intervenuto alla Camera ricordando che alcune proposte di modifca sono state accolte dal ddl stabilità

Ieri pomeriggio non poteva non uscire fuori anche il tema delle pensioni durante l’intervento del premier alla Camera dei Deputati. Matteo Renzi ha parlato di pensioni rispondendo al Capogruppo della Lega Nord, Massimo Fedriga, che chiede una riforma della legge Fornero: “Ci sono vari modi per relazionarsi ai cittadini, mai come in questo momento è chiaro che c’è chi punta sulla rabbia, su messaggi di terrore verso il futuro, e chi invece cerca di rappresentare la realtà e di lavorare per risolvere i problemi. Siamo pronti a parlare di tutto ma senza fare terrorismo mediatico e paura che si ritorce contro chi la fa”.

Quota 96 ed esodati. L’attacco della Lega riguarda i problemi derivanti dalla legge Fornero ed in particolare la risoluzione della questione degli esodati e dei cosiddetti “quota 96” della scuola. Il premier ha ricordato alla Lega che fu proprio Roberto Maroni, esponente del Carroccio, e ministro del Lavoro con Berlusconi premier, il primo ad aumentare l’età pensionabile: “Se persino io posso capire l’importante nesso che esiste tra l’innalzamento dell’età pensionabile e la disoccupazione, lei potrà ricordare che fu il ministro Maroni ad innalzare l’età pensionabile”.

Il botta e risposta durante il question time di ieri ha, insomma, fatto intendere che al momento le novità portate avanti dall’esecutivo circa il tema della riforma delle pensioni sono quelle già accolte dal disegno di Legge di Stabilità, approvato in prima lettura dalla Camera e ora al vaglio del Senato.

Primi passi, segnali che sembrano andare nella direzione giusta: l’eliminazione  delle penalizzazioni sulla pensione anticipata dei lavoratori precoci, l’introduzione del tetto sulle pensioni d’oro dei funzionari e manager di Stato e l’opportunità della pensione anticipata alle lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e 57 anni di età.

Su quest’ultimo punto, conosciuto come “opzione donna”, è intervenuto l’INPS con il messaggio 9304/2014, dando istruzioni alle proprie sedi di non cestinare le domande delle lavoratrici la cui finestra si aprirebbe dopo il 31 dicembre 2015.  L’Istituto è in attesa del parere del Ministero del Lavoro che dovrà decidere se prolungare di un altro anno il regime sperimentale anziché restringerlo come richiesto dal Parlamento.

La Legge di Stabilità è ora al vaglio del Senato e nulla toglie che possano essere inserite ulteriori modifiche, così come già fatto alla Camera, in materia di riforma delle pensioni.

(Fonte: www.pensionioggi.it)

(Immagine: tg24.sky.it)