Riforma pensioni Governo Renzi: novità da riforma pubblica amministrazione e concorrenza

Novità per i dipendenti pubblici dalla riforma della Pubblica Amministrazione e dalla riforma della Concorrenza

Le ultime novità sulle pensioni riguardano il ddl di riforma della Pubblica Amministrazione approvato questa settimana in ultima lettura al Senato. Che un intervento in materia sia necessario, è chiaro sia per la politica sia per gran parte dell’opinione pubblica, soprattutto per gli over 55 e i giovani.

I dati sulla disoccupazione giovanile preoccupano le famiglie che si vedono costrette, in molti casi, a dover sostenere i figli con le poche risorse finanziarie a disposizione. Cosa potrebbe cambiare il ddl di riforma della Pubblica Amministrazione approvato questa settimana?

Il testo del ddl di riforma della PA, nella versione definitiva approvata dall’Aula, prevede che siano i lavoratori pubblici a versarsi i contributi previdenziali mancanti se decidono di passare al part time (un po’ come succede già per gli autonomi).

Per la certezza sul testo bisognerà però attendere i decreti attuativi che verranno emanati, a detta del ministro Marianna Madia, entro la fine del 2015. Se fosse confermata tale norma, come verrebbe presa dai dipendenti pubblici? Forse non molto bene visto che così facendo i lavoratori dovranno versarsi i contributi mancanti e subire così una riduzione dello stipendio. Quanti lasceranno la formula di lavoro full time per far posto ai giovani a queste condizioni?

Un’altra novità sulle pensioni è contenuta nell’approvazione dell’emendamento alla riforma sulla concorrenza riguardante la portabilità dei fondi pensione. Questa riduce da 48 a 24 mesi il periodo di disoccupazione e da 10 anni a 5 anni il periodo mancante al raggiungimento dei requisiti anagrafici utili al raggiungimento della pensione pubblica. C’è poi da dire che, sulla base dei regolamenti dei fondi di pensione complementare, si potrà tornare all’anticipo massimo di 10 anni.

(Immagine: www.wallstreetitalia.com)