Riforma pensioni Governo Renzi, novità quota 100, opzione donna: le ultime notizie

Passano i giorni, ma il Governo Renzi sembra doversi ancora confrontarsi quotidianamente con i sindacati su diversi temi: esodati, donne, e lavoro giovanile.

I sindacati stanno cercando di ottenere dal Governo, oltre alla cosiddetta opzione donna, il ritorno alle quote previste in precedenza, ossia alla cosiddetta quota 100, una soluzione molto apprezzata, in modo particolare, dai pensionanti.

Le maggiori sigle sindacali, al massimo, sarebbero disposte a concedere l’applicazione di meccanismi flessibili quali la “quota 41”, che permetterebbe a chi ha registrato 41 anni di contributi di uscire dal mondo del lavoro. Quello che si vorrebbe evitare è che tutti i lavori venissero considerati allo stesso modo, permettendo a chi ha sempre effettuato delle mansioni usuranti di trovarsi ad essere trattato come le persone che hanno dovuto sacrificarsi molto meno nel corso della propria vita lavorativa.

Per quanto riguarda l’opzione donna, sembra che la battaglia sia ancora lontana dall’essersi conclusa. Dal governo non è ancora giunto alcun segnale di apertura, dopo che si è trovato costretto ad assumere l’onere passatogli direttamente dall’INPS. Al ministro Poletti era stata spiegata la questione solo poche settimane fa da parte delle esponenti del Comitato Opzione Donna. Da Palazzo Chigi ad oggi non sembra essere stata trovata ancora una soluzione accettabile.

Intanto, proprio il ministro Poletti ha fissato un incontro con il presidente Inps Boeri, mentre oggi 27 febbraio, Renzi incontrerà tutto il Pd anche se, tra gli argomenti che verranno affrontati, non rientreranno le questioni previdenziali. Padoan, nel frattempo, ha voluto assicurare la sussistenza delle risorse che permetteranno di stabilizzare i precari del mondo della scuola, che hanno raggiunto la quota di 150mila. Si parla di una cifra di 1 milione di euro per quest’anno e di 3 per i prossimi 2 anni. Questo contrasta con quanto indicato pochi mesi fa dallo stesso Poletti, che aveva indicato come mancassero le risorse economiche necessarie per poter assicurare un intervento efficiente in materia di pensioni.

Sicuramente, un evento positivo sarà rappresentato dalla cancellazioni delle penalizzazioni inizialmente previste dalla legge Fornero per le persone che decidono di andare anticipatamente in pensione. In tema di requisiti necessari per accedere alla pensione stessa, invece, nel 2015 non si assisterà a dei cambiamenti, con l’età fissata a 66 anni e 3 mesi.

Dal 2016, invece, ci sarà uno scatto relativo all’aumento dell’aspettativa di vita, portando l’età ad aumentare di 4 mesi. Opzione donna e quota 100 sono destinate a far discutere anche nei prossimi giorni.