Riforma pensioni Governo Renzi, Opzione donna: cosa cambia

Mentre il Governo prepara la prossima riforma delle pensioni, con la regolamentazione dell'Opzione donna si potrebbero tutelare gli interessi delle lavoratrici autonome o private

Mentre il Governo prepara la prossima riforma delle pensioni, con la regolamentazione dell’Opzione donna si potrebbero tutelare gli interessi delle lavoratrici autonome o private.

Prima della pausa estiva e con la ripresa dei lavori in Camera e Senato, il Governo in queste ultime ore si è seduto al tavolo delle trattative insieme al Ministero dell’Economia e l’Inps con l’obiettivo comune di trovare una soluzione soddisfacente sia per gli esodati della Riforma Fornero, ma anche per quelle lavoratrici che dovrebbero usufruire della cosiddetta Opzione donna.

Le ultime novità sono arrivate dalla parlamentare del Partito Democratico (PD) Patrizia Maestri, che ha voluto premiare la Commissione Lavoro in merito ai passi avanti svolti in merito all’Opzione donna. Il prepensionamento delle lavoratrici autonome o private è un argomento che dovrebbe risolversi nelle prime settimane di settembre, ha spiegato la Maestri e, in un’intervista pubblica rilasciata in questi giorni, ha voluto lanciare una ventata di ottimismo nei confronti della possibilità che ci sia una legge ad hoc sul tavolo delle trattative dopo la fine della pausa estiva.

Il Governo per ottenere consensi da parte dell’opinione pubblica spinge sull’acceleratore delle riforme e il tema pensioni è sempre più attuale. Anche il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiani conferma l’ottimismo della Maestri parlando di un accordo importante raggiunto dalle parti, cioè Governo e Inps in primis. Con la proroga dell’Opzione donna si consentirà alle lavoratrici dipendenti di andare in pensione entro la fine del 2015 e all’età di cinquantasette anni. In questo modo si potranno aggirare le ultime due circolari che l’Inps aveva in precedenza rilasciato e che negava questo diritto acquisito alle dipendenti statali.

Stando alle parole di Damiano, presto sarà confermata anche la possibilità per le lavoratrici autonome di accedere al prepensionamento con un anno di contributi versati in più rispetto a quelle private. Inoltre ci sarà la possibilità che l’Opzione donna si possa estendere anche agli uomini garantendo a tutti le giuste manovre di previdenza sociale.

In attesa della prossima Legge di Stabilità, dove Matteo Renzi ha promesso di occuparsi della Riforma delle Pensioni, il Governo dovrà risolvere anche il problema degli esodati. I lavoratori penalizzati dalla Riforma Fornero, e che hanno maturato i contributi a partire dalla fine del 2012, chiedono a gran voce uno Stato che tuteli i loro interessi.

Diventa dunque cruciale che, nei primi giorni di settembre, la Maggioranza, i tecnici della Ragioneria di Stato e l’Inps riescano per davvero a regolarizzare l’Opzione donna e a non rimandare tutto al 2016. Solo in questo modo si potranno poi ricercare nuovi meccanismi di flessibilità per quanti di loro vorranno uscire dal mondo del lavoro con una pensione anticipata, e dedicarsi a una riforma vera di tutto il sistema pensionistico italiano che i cittadini attendono con ansia.