Pensione anticipata 2015: governo e sindacati pronti alla riforma?

Dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, Camera e Senato riprenderanno i loro lavori a tempo pieno. I sindacati chiedono un cambio di passo. Le ipotesi di riforma più accreditate

Governo e parti sociali riusciranno a cambiare la legge Fornero? Le audizioni in Commissione lavoro alla Camera di questa settimana hanno visto sfilare sia il neo presidente Inps Tito boeri, sia le parti sociali. In questi ultimi mesi e, soprattutto nelle ultime settimane, sono arrivati dal Governo e dalle parti sociali molteplici dichiarazioni a sostegno di una necessaria modifica dell’attuale assetto normativo in materia di pensioni. Un intervento in materia che possa garantire meccanismi di uscita dal lavoro meno rigidi.

Dai sindacati mano tesa per cambiare verso. I grandi sindacati chiedono da tempo un intervento in materia. La Cisl, guidata da Annamaria Furlan, insiste sulla necessità di garantire maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e rilancia l’ipotesi di istituire nuovamente la pensione d’anzianità e una particolare attenzione per i lavori cosiddetti usuranti: “Bisogna ripristinare una certa flessibilità in uscita e tenere conto che non tutti i lavori e non tutti i lavoratori sono uguali. Le persone hanno esigenze differenti e a 67 anni è diverso stare seduti ad una scrivania o salire su un’impalcatura. Bisogna far sì che sia possibile andare in pensione dopo un certo numero di anni di contribuzione, in combinazione ad una certa età”.

Il segretario della UIL Carmelo Barbagallo chiede un incontro rapido al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al fine di cambiare l’attuale legge, sottolineando come sia stato lo stesso ministro a ribadire quanto sia importante un intervento in materia, pena l’insorgere di “un problema sociale”.

Nuovi parametri per il prepensionamento dal 2016. Intanto, dopo l’aprovazione del decreto del Ministero dell’Economia, dal 2016 serviranno 42 anni e 10 mesi di contributi per accedere al prepensionamento (per le donne 41 anni e 10 mesi). Un aggiornamento su cui i sindacati sono stati molti critici, sebbene sia in linea con le nuove stime sulle aspettative di vita.

Ipotesi di riforma: il prestito pensionistico è tra le ipotesi più accreditate perché permetterebbe di non toccare i requisiti per andare in pensione a cui sono assoggettati i lavoratori e lascerebbe invariato l’impianto dell’attuale sistema previdenziale. I lavoratori potrebbero accedere così alla pensione anticipata due o tre anni prima del raggiungimento dei requisiti richiesti grazie ad un prestito dello Stato, di circa 700 euro al mese, da riconsegnare in piccole rate al momento della pensione vera e propria.

La Quota 100 invece permetterebbe al lavoratore di andare in pensione anticipata attraverso la somma dell’età anagrafica e degli anni di contribuzione. L’età minima deve essere 60 anni e l’anzianità contributiva minimo 35 anni.

Infine, l’emendamento di Sel (em. Nicchi 10.09), che riguarda l’estensione dell’opzione donna fino al 2016, rientra tra quelli presentati al milleproroghe che hanno retto il primo giudizio di ammissibilità. La proroga delle tempistiche per l’invio delle domande per il pensionamento anticipato è a partire da 57 o 58 anni di età e tre mesi con calcolo dell’assegno secondo il sistema contributivo.

Su questo fronte il premier ha comunque affermato di voler portare la riforma al consiglio dei ministri del 20 febbraio. In tale sede gli emendamenti potrebbero essero bocciati se in seduta d’esame di commissione il Governo dovesse dare parere negativo ad una modifica del milleproroghe.