Riforma pensioni Governo Renzi: pensione anticipata, le ultime novità

Continuano le polemiche sulla riforma delle pensioni, con gli interventi politici di Giorgia Meloni e di Laura Boldrini

Quello delle pensioni è l’argomento più discusso dal Governo Renzi che, proprio in queste ore, insieme all’Opposizione sta analizzando alcuni aspetti della recente riforma del sistema pensionistico, con tutte le polemiche che ne sono scaturite. A intervenire in prima persona, come sempre, è Giorgia Meloni, esponente dei Fratelli d’Italia, che si è scagliata contro Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro.

Argomento del dibattito è il ricalcolo delle pensioni già erogate che, secondo Damiano, dovrebbe riportare di nuovo a sessantadue anni di età, con trentacinque di contributi, l’età minima pensionabile. Al Festival di Palermo, dove è intervenuto in questi giorni, Damiano ha parlato anche della necessità di alcune modifiche sulla Legge Fornero. Su questi argomenti si è confrontato con Giorgia Meloni che, invece, ha attaccato il Presidente su un altro tema che riguarda più da vicino le cosiddette pensioni d’oro.

Secondo il leader di Fratelli d’Italia esistono personaggi politici nel nostro paese che hanno beneficiato di una pensione ricca pur versando pochissimi contributi. Esponenti delle multinazionali o nomi di spicco del Parlamento che ricevono trattamenti di favore e pensioni che arrivano fino a novantamila euro mensili. Una cifra insostenibile, secondo la Meloni, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando.

Per quanto riguarda la pensione anticipata, la Camera in questi giorni sta valutando alcune proposte, insieme ai sindacati, per consentire al lavoratore di anticipare la propria età pensionabile, rendendo il trattamento pensionistico sotto questo aspetto più flessibile. Al tavolo con i sindacati è intervenuta Laura Boldrini, che sta valutando anche un altro argomento particolarmente spinoso che riguarda il Governo Renzi, ovvero quello del rimborso pensioni dopo la sentenza della Corte Costituzionale.

Il Governo ha dichiarato che, dopo la bocciatura emessa dalla Corte Costituzionale sul blocco degli assegni previdenziali che la riforma Monti nel 2012 aveva attuato, a partire dal 1° agosto del 2015 i pensionati che percepiscono cifre non inferiori ai 1.200, e né superiori ai 2.400 euro, potranno usufruire di tale rimborso.

In queste ore i sindacati insieme alle associazioni dei lavoratori sono scesi in piazza per cercare di far chiarezza su un sistema pensionistico che sembra nascondere molte insidie, soprattutto per quanto riguarda i giovani. La Boldrini ha voluto rassicurare tutti, annunciando che non bisogna fare allarmismo e creare conflitti generazionali, ma di aprire le trattative verso un confronto civile tra le parti. Naturalmente quello della pensione anticipata resta uno dei temi caldi della settimana e, nonostante i buoni propositi del Governo, ci sono alcuni aspetti che sembrano ancora lontani da una soluzione reale del problema.