Riforma pensioni Governo Renzi: pensione anticipata, novità e modifiche nel 2015

Giuliano Cazzola si sofferma su due punti della riforma. Intanto per le donne sembra riaprirsi la partita dell'opzione contributivo donna

Il tema pensionistico continua a far discutere il mondo del lavoro, la politica e le parti sociali. Dopo l’appello della Uil per bocca del neo segretario Barbagallo, che invoca il premier per una riforma delle pensioni più flessibile, arrivano ulteriori considerazioni da parte di Giuliano Cazzola, economista e politico di lungo corso dapprima tra le fila del Pdl, poi di Scelta Civica e oggi con il Nuovo Centrodestra del ministro Angelino Alfano.

La prima riflessione riguarda il prelievo sui rendimenti delle forme di previdenza complementare che, dopo un primo tentativo di portarlo al 20 per cento, dovrebbe fermarsi al 17 per cento: “E’ sempre troppo – afferma Cazzola – trattandosi di finanza previdenziale: l’esecutivo continua a non tener conto che in questo modo produrrà un taglio netto sulle future pensioni integrative, dal momento che un inasprimento significativo della tassazione dei rendimenti inciderà negativamente sui montanti presi a riferimento, con calcolo attuariale, per determinare l’importo dell’assegno” (fonte: www.ilsussidiario.net).

Un’altra novità, su cui si sofferma Cazzola, riguarda invece una modifica della legge dell’ex ministro Elsa Fornero, quella tutta lacrime e sangue, e riguarda le pensioni d’oro: “Volle introdurre (la Fornero ndr), a partire dall’inizio del 2012, il calcolo contributivo  pro rata per tutti. Nel testo dell’articolo 24 del decreto legge Salva-Italia vennere soppresse un paio di righe che, presenti nelle solite bozze preliminari, avrebbero introdotto una clasusola-limite (di garanzia), nel senso che, applicando i nuovi criteri di calcolo, al soggetto interessato fosse precluso di conseguire un trattamento più favorevole rispetto a quelli previgenti (liquidati secondo il modello contributivo)”.

Altre novità riportate anche ieri in un nostro precedente articolo, riguardano i lavoratori che dovrebbero accedere a forme di pensione anticipata e che, dopo il via libera all’emendamento presentato dalla deputata del partito democratico Maria Luisa Gnecchi,  vedrebbe la possibilità per gli uomini con 42 anni e mezzo di contributi e alle donne con 41 anni e mezzo di versamenti che abbiano compiuto 62 anni di età di andare a riposo. Da precisare che potranno accedere a tale provvedimento soltanto coloro i quali hano maturato i contributi entro la fine 2017.

Novità anche questa importante riguarda invece l’opzione contributivo donna. L’INPS dovrebbe firmare in  queste ore una circolare con la quale concedere una proroga per la fruizione dell’isitituo sino al 2015. Uno strumento che permette alle lavoratrici di andare in pensione anticipata a quota 57 o 58 anni di età più 35 di contributi.

Per quota 96 e lavoratori ATA la situazione è sempre la stessa ovvero ancora non ci sono fondi. C’è da sperare che il quadro normativo cambi al fine di garantire una “sana” fuoriuscita dal mercato del lavoro per coloro che hanno dato molto, moltissimo e ad oggi non si vedono ancora riconosciuto il diritoo alla quiescienza.

(Immagine: www.businessonline.it)