Riforma pensioni Governo Renzi, pensione anticipata: novità per il 2015?

La legge di stabilità ha messo uno stop fino al 2017 per chi andrà in pensione anticipata ma il governo vuole estenderlo oltre tale limite

Pensione anticipata senza penalità sì, ma solo fino al 2017. È senza dubbio la modifica più importante fatta alla legge Fornero e introdotta nella legge di stabilità 2015. Parliamo della possibilità di lasciare il lavoro con meno di 62 anni senza subire il taglio dell’assegno, la cosiddetta penalizzazione. Fatto sta che tale stop è temporaneo, da gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017, per quei lavoratori che matureranno i seguenti requisiti: gli uomini, sia del settore pubblico che privato, dovranno avere 42 anni e 6 mesi di versamenti contributivi mentre le donne 41 anni e 6 mesi.

Il governo porterà il tema pensioni in Europa. Il governo ha promesso di mettere mano al delicato tema delle pensione e, il consigliere economico del Premier Matteo Renzi, Yoram Gutgeld, ha affermato al Corriere della Sera che “anticipare la pensione sia pure con un trattamento inferiore, a molti oggi potrebbe andar bene. Vogliamor renderlo possibile” (fonte blastingnews.com).

E per ora cosa accadrà? Al momento valgono le regole vigenti, quelle previste dalla Riforma Fornero, che fissano i requisiti anagrafici  e contributivi. Nel nuovo anno si potrà lasciare il lavoro non senza aver raggiunto i 66 anni e tre mesi d’età, sia gli uomini che le donne, 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne. Le norme prevedono uno scatto ogni due anni. Per l’adeguamento dell’età bisognerà attendere il 2016 quando, per andare in pensione, si dovrà avere 66 anni e quattro mesi (uno scatto di un mese in più rispetto ad adesso). Dal 2019, invece, l’età pensionabile avrà uno scatto di tre mesi ogni due anni.

Assegni svalutati. Un problema è rappresentato dalla svalutazione degli assegni pensionistici che, purtroppo, in caso non si intervenga, rischiano di svalutarsi già dal prossimo anno. La svalutazione è legata all’andamento dell’economia ed è il risultato del segno meno del nostro Pil.

(Immagine: www.lauraguida.com)