Riforma pensioni Governo Renzi: pensione anticipata, quota 40… oppure?

Dibattito acceso e ipotesi fra sindacati e forze politiche sulla riforma previdenziale, una manovra che dovrà piacere anche all'Europa.

La bagarre sulla Riforma delle pensioni non ha tregua e si cominciano a delineare direzioni distinte sul da farsi.

Lo scontro è acceso ormai. Il neo presidente INPS Tito Boeri suggerisce criteri e requisiti meno rigidi e più flessibilità in uscita dal mondo del lavoro mentre le forze sociali e politiche, nonché gli stessi sindacati, tracciano nuove soluzioni dal canto loro, evidenziando soprattutto le ripercussioni a lungo termine di alcune manovre, avanzando qualche ipotesi prima che le linee guida del Premier diventino legge.

CGIL, in particolare, indica come strada da intraprendere quella in cui sia possibile andare in pensione dal 2015 a 60 anni di età o comunque non appena si siano raggiunti i 40 anni di contributi (la cosiddetta Quota 40). Ed anche sulla pensione di vecchiaia avrebbe da rilanciare, mentre invece Cisl e Uil sommano voci sul tema quasi fuori dal coro, supponendo a breve un piano di intervento che dia altri spunti alla discussione sulla Riforma.

Ma non sono certo le alternative a mancare sulla scena. Ciò che Renzi dovrà considerare saranno proprio tutte le nuance che il dialogo sul tema sta dando al quadro della manovra tanto attesa. Tutto per definire, poi, un piano in tempi ragionevolmente brevi e risolutivi anche per la nostra economia. E qui nasce anche il timore che preoccupa molti: dopo questa fase di discussione e l’urgenza della sua attuazione, si teme la possibilità di manovre risolutive che non solo tengano poco conto dei dettagli evidenziati dalle parti, ma che rappresentino soluzioni buone a tamponare l’emergenza relativa alle casse previdenziali, riscuotendo in primis invece il favore dell’Europa e di chi controlla ogni voce dei nostri conti ogni giorno.

[foto:  ilGiorno.net]